Kenji Kihara “Dawn”

[eilean]

La delicatezza di un territorio profondamente armonico, la sfuggente magia di un momento che lo rende ancor più emozionante. È pervaso da tutto l’avvolgente fascino della natura del lontano oriente il punto 81 sulla mappa eilean affidato all’impressionismo sonoro di Kenji Kihara, musicista giapponese conosciuto anche sotto lo pseudonimo sphontik.

Attraverso cristalline risonanze elettro acustiche che fluiscono sinuosamente generando aggraziate danze melodiche, l’artista d’istanza ad Hayama dipinge vividi scorci immersi in un’atmosfera onirica avvolgente che rispecchia l’evanescente incanto di un paesaggio immerso nel mistero dell’alba. Tra sospensioni liquide, soffi nostalgici, calde nebbie e orizzonti costellati da flebili pulsazioni ritmiche si procede lentamente, affascinati dal susseguirsi di ambienti sonori profondamente evocativi.

Una seducente deriva emozionale intrisa di echi del sol levante.

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Bruno Bavota “RE_CORDIS”

[Temporary Residence Ltd.]

Tornare sui propri passi per tracciare un parziale bilancio e cercare nuovi spunti da cui ripartire ampliando i propri orizzonti. È un percorso artistico sempre più consolidato e segnato da continue conferme quello di Bruno Bavota, una traiettoria ascendente che conduce il musicista napoletano alla sua prima pubblicazione per una delle più pregiate etichette indipendenti americane.

Registrato in presa diretta nell’arco di un unico pomeriggio, “RE_CORDIS” ripercorre le tappe salienti di una produzione che ha visto costantemente come elemento centrale del processo compositivo un profondo portato emozionale man mano reso più vivido da una maggiore consapevolezza che ha consentito a Bavota di affinare ed estendere il suo lessico disco dopo disco.

Dalla malinconica semplicità di “If only my heart were wide like the sea” e “Les nuits blanches” alla calda irruenza di “Mediterraneo”, fino alle sognanti fughe di “Passengers” e “Out of the blue” si delinea un’evoluzione stilistica che ha gradualmente inglobato nelle melodie di pianoforte e chitarra arrangiamenti di archi e misurati riverberi elettronici costruendo un universo sempre più denso e ricco di sfumature. Un itinerario in perenne mutamento le cui prossime possibili coordinate da esplorare vengono suggerite dalla marcata percussività di “The night of” e dall’accentuata ibridazione sintetica di “Moving clouds”, le due composizioni inedite che completano questo intenso tuffo nella memoria a cuore aperto.

The Star Pillow “Quattro Dialoghi Fuori Campo”

[DELETE RECORDINGS]

Osservare il tempo scorrere da un angolo quieto in attesa del momento esatto per tornare al centro della scena. È una lunga e meditabonda riflessione in quattro atti, un intervallo risonante  che scandisce una pausa preludendo a nuove traiettorie  quella che Paolo Monti ci offre come nuova tappa del sempre più esteso e consolidato percorso artistico plasmato sotto lo pseudonimo The Star Pillow.

Tralasciando epiche coordinate cosmiche e derive oniriche flebilmente modulate, il musicista toscano costruisce contemplative sequenze narrative che attraverso avvolgenti movimenti chitarristici ci conducono da nostalgiche memorie di tempi andati restituite da un morbido crescendo che si tramuta in dissonanza (“Ultimo Ballo”) a luminose derive tra ammalianti scorci vitali costellate di morbide scie armoniche (“Spaccanapoli”). Tra i due estremi si collocano densi flussi  punteggiati da placidi echi ambientali (“Piena”) e inquiete visioni dall’incedere profondo che configurano lo scorcio più oscuro del lavoro (“Pena”).

Stemperando quindi le istanze più recenti e recuperando un gusto per le tessiture melodiche/armoniche che informava la sua produzione più datata, Paolo Monti ci regala un frangente di intenso paesaggismo emozionale in attesa di una nuova imminente ripartenza.

Fabio Perletta “Hesitant”

[Dinzu Artefacts]

Ritrovare la purezza del suono, eliminare sovrastrutture e processi compositivi fino a giungere alla scarna risonanza da affidare all’immaginazione di chi la accoglie. È molto più di un semplice moto di sottrazione quello attuato da Fabio Perletta in “Hesitant”, è un’indagine che mira a recuperare un’autonomia della materia per lasciarle sprigionare l’intrinseca forza ancora non veicolata da un’intenzione necessariamente imposta.

Ognuno dei sedici capitoli, che si susseguono privi di forma e denominazione, rappresenta così un evocativo nucleo primigenio dal quale trarre possibili tracciati da sviluppare in piena libertà, senza porsi limiti dettati da un’origine chiara o da una scansione delineata. Risulta così pienamente funzionale all’intento la scelta di ridurre a  frammenti spesso brevissimi gli input estrapolati e lasciati decantare fino ad assumere un volontario anonimato.

Ribaltando l’indirizzo di un’epoca fortemente contraddistinta dalla perentorietà del gesto artistico, l’esplorazione condotta da Perletta  tenta di recuperare nuova linfa vitale attraverso  un processo che vede l’autore relegato al ruolo di ricercatore di incontaminate potenzialità in divenire.

The Place Beyond the Pines #28

a cura di sonofmarketing

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C’Mon Tigre. Questa settimana il duo italiano C’Mon Tigre pubblica il nuovo album “Racines”, “Behold The Man” è il secondo singolo estratto ed è accompagnato da un video dal forte impatto visivo.

Mikael Lind. Nuovo album anche per il comositore e musicista svedese Mikael Lind. “Contingencies” è uscito per la label spagnola Archives. Questa è “Burst of Electricity”.

Quentin Sirjacq. Il 22 febbraio segnerà il ritorno del compositore e pianista francese Quentin Sirjacq. “Variations” è il primo singolo estratto.

Flikka. Torniamo in Svezia per introdurvi le melodie raffinate dell’esordiente Flikka. “Someone To Lose” è il brano di debutto.

Le Ren. Un’altra novità interessante è rappresentata dalla musicista e cantautrice canadese Le Ren. “Love Can’t Be The Only Reason To Stay” è un nuovo brano che mette in evidenza l’intensità vocale, il suono minimale e il mood malinconico.

Vivii. La Dumont Dumont ha annunciato la firma degli svedesi Vivii.L’album di debutto uscirà a marzo. “And Tragic” è il primo singolo estratto e rappresenta un piccolo viaggio fra le armonie vocali e sonore.

Light Conductor. Light Conductor è il progetto che coinvolge Stephen Ramsey (Young Galaxy) e Jace Lasek (The Besnard Lakes).”Sequence One” è il primo lavoro collaborativo che uscirà a Marzo per Constellation Records. “A Bright Resemblance” è il primo singolo estratto.

Ellicist. Ellicist è il progetto di elettronica sperimentale e improvvisazione che coinvolge  Thomas Chousos (Tadklimp) and Florian Zimmer (Driftmachine, Saroos). L’album di debutto uscirà ad Aprile per Morr Music. “Ponds & Graves” è il primo brano disponibile.

Mondkopf. Hands in the Dark ha annunciato l’uscita del nuovo album del compositore e producer francese Mondkopf. “How Deep Is Your Love” uscirà ad aprile. Ecco il video di “Last Day On Earth”, la prima anticipazione.

Muldue. Muldue è il progetto elettroacustico del musicista britannico Max Ramsden.Il suo terzo album uscirà per l’etichetta americana Hush Hush Records. “I Tried” è il primo singolo che mette in evidenza i tratti ambien-pop/folk della sua musica.

King Midas Sound. Concludiamo con il grande ritorno dei King Midas Sound, il progetto di The Bug e il cantante e poeta Roger Robinson. “Solitude” è uscito per Cosmo Rhythmatic. Questa è l’intensa “You Disappear”.

Takagi Masakatsu “Marginalia”

[Milan Records]

Un respiro che si irradia leggero come morbida luce che accarezza il mondo posandosi su ogni suo remoto angolo, movimento reso tangibile attraverso l’aggraziato tocco di due mani che fluenti corrono sulla tastiera di un pianoforte. Traspare tutta la benefica influenza di un luogo remoto e profondamente sereno da “Marginalia”, intima raccolta di confessioni a cuore aperto cesellata da Takagi Masakatsu nella solitudine del suo studio privato situato in un piccolo villaggio della prefettura di Hyogo.

Assecondando l’elegia e la semplicità connaturata nel luogo prescelto, il musicista giapponese  costruisce una sequenza di minimali istantanee dal sapore intimo, eleganti tracciati che danno forma a differenti stati d’animo attraverso l’utilizzo di trame pianistiche dolcemente nostalgiche o dall’incedere quasi ludico, che a tratti includono echi  ambientali o trovano espansione in modulazioni vocali e brevi ulteriori contributi acustici. Immediatezza e un senso di estrema libertà si sprigionano prepotenti lungo l’intera durata del lavoro originando una placida peregrinazione intrisa di ammalianti riflessi orientali.

Contemplative annotazioni di un mondo seducente.

Robert Farrugia “Adrift”

[ARCHIVES]

Scarno ed impervio eppure quieto e conciliante. È  un universo sonoro in cui si riversano istanze differenti, a volte antitetiche, quello dipinto da Robert Farrugia, musicista maltese che giunge con “Adrift” alla pubblicazione del settimo capitolo del suo percorso artistico.

Combinazioni elettroacustiche che accostano vaporose stratificazioni sintetiche a calde stille armoniche informano le nove derive sensoriali del lavoro, evocative scie che si espandono ariose trovando spesso il sostegno di scansioni ritmiche dall’intensità variabile e dall’incedere discontinuo che ibridano un iniziale sommarsi di evanescenti bordoni. Attraverso le dense fluttuazioni ambientali  così costruite si fanno largo frammentarie linee melodiche che conferiscono una marcata vena onirica ad un fluire meditabondo che si apre come vivido sguardo su un territorio di incontaminata bellezza.

Un placido errare tra vibranti paesaggi emozionali.