plïnkï plønkï “happy birthday”

[piano and coffee]

Happy Birthday Artwork

Brevi messaggi spediti lontani nel mondo come dolce augurio per un giorno speciale.  È un’aura giocosa e gioiosa a permeare il lavoro di debutto di Plïnkï Plønkï , atmosfera immediatamente suggerita dalla scherzosa autodefinizione del progetto quale inesistente ensemble islandese di fiati di cinquanta componenti.

In realtà ciò che ci si ritrova di fronte è un progetto musicale fatto di fragili armonie dipinte da essenziali risonanze pianistiche e corde pizzicate con placida grazia a cui si sommano suoni trovati e riverberi ambientali a generare una intima collezione di piccole composizioni pervase da delicato lirismo. Sono frammenti di memorie irreali raccontate con un lessico semplice di grande immediatezza, una raccolta di fiabesche visioni sonore pervase dalla magia di quella morbida luce nebbiosa che avvolge spesso i paesaggi del nord.

Da ascoltare con un sorriso indelebile scolpito sul volto.

 

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zura zaj “small obstacles”

[home records]

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Attraverso territori ignoti immersi nella luce nascente dell’est. È un navigare su un insolito mare fatto di “suoni strani” (in dialetto ungherese Zura Zaj) ciò che unisce da oltre un decennio tre musicisti incontratisi in un’orchestra universitaria, tre artisti che durante questo lungo arco di tempo hanno continuato a cercare una completa sintonia giungendo adesso ad una prima pubblicazione che ne raccoglie il materiale lentamente prodotto.

Non stupisce che da tali premesse emerga un itinerario vividamente immaginifico tra paesaggi sensoriali profondamente dinamici costruiti intrecciando abilmente le enfatiche tessiture del violino di Lieze Van Herzeele, la progressione ritmica del picking di Gowaart Van Den Bossche (di cui ben conosciamo il lavoro solista a firma Yadayn) e le evocative scie del corno francese di Jonathan Baltussen. Un connubio profondo capace di dar vita a ricercati intrecci armonici giocati sulla costante ricerca del perfetto equilibrio tra le componenti indissolubilmente fuse in un magma acustico che accoglie istanze di differente provenienza.

Ne scaturisce un affascinante flusso ricco di rimandi e suggestioni che costantemente si muove tra sprazzi di tormentata passionalità (“Exhale”, “Acres”), torrenziali trame vagamente permeate di epicità (“Landfall”, “Nigh”) e placide derive contemplative (“Still”, “Alight”).

Per chi ama trovare il conforto dell’inconsueto.

 

snorri hallgrímsson “orbit”

[moderna records]

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L’instabilità e il senso di straniamento derivante da una vita in movimento che non concede il conforto di un punto fermo, la ricerca di un nuovo equilibrio emozionale a cui aggrapparsi. Nasce dall’ibridazione di istanze differenti e a tratti antitetiche il debutto di Snorri Hallgrímsson sfociando in una sintesi per certi versi spiazzante considerando la sua formazione e la lunga collaborazione con Ólafur Arnalds.

Intimistiche tessiture pianistiche dialoganti con sinuose aperture orchestrali si combinano secondo modalità differenti a frequenze elettroniche plasmate come flebile scia di completamento che lungo la sequenza dei brani si trasforma in palese presenza fatta di marcate pulsazioni incalzanti (“Orbit”) o irregolare flusso di oblique modulazioni scabrose (“The unfortunate fortune”, “Be still my tongue”). Ad ultimare le composizioni conferendovi la forma di vere e proprie canzoni interviene la voce enfaticamente eterea di Hallgrímsson, la cui assenza nei frangenti più essenziali (“…og minning þín rís hægt”) ed evanescenti (“Týnd er tunga þín”)  lascia pienamente emergere un afflato cinematico sempre presente.

Un percorso sensoriale vivido che concede un punto di vista differente.

 

spirit radio “a light is running along the ropes”

[editions vaché]

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Frequenze spettrali che si diffondono sinuose generando un evocativo flusso in lenta e mutevole espansione. Si muovono tra le pieghe di una dimensione sospesa e rarefatta i racconti sonori di Spirit Radio, progetto scaturente dall’incontro artistico tra Tamalyn Miller e Stephen Spera inizialmente concretizzatosi nella sola dimensione live e adesso approdato alla sua prima pubblicazione.

Imperniato sulla combinazione di vaporose stratificazioni di scie analogiche e modulazioni sintetiche, a cui si sommano misurate interpolazioni acustiche, il lavoro definisce un suggestivo itinerario attraverso multiformi istantanee dall’atmosfera marcatamente coesa. Procedendo tra sature e stagnanti distese di profondi riverberi e tessiture cupe colme di ipnotiche reiterazioni  è l’eterea vocalità della Miller a scandire l’incedere, prendendo di volta in volta la forma di evanescente traccia priva di contenuto intellegibile (“A light is running along the ropes_copper”, “The Poisoned Knight”), mesmerico canto dall’andamento cullante (“Earthbound”, “Always”) o enfatica narrazione che sgorga da rarefatti fondali crepitanti (“Something About Fire”).

Ne scaturisce una suggestiva deriva elettroacustica dai toni profondamente teatrali capace di dischiudere un universo evanescente in cui oscura inquietudine e ammaliante dolcezza si fondono privi di qualsiasi contrasto.

Music for holidays: sketches from Summer releases

a cura di music won’t save you

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The Smittens – Cats For Cats
http://shop.fikarecordings.com/track/cats-for-cats

Michael Nau & The Mighty Thread – Funny In Real Life
https://soundcloud.com/fulltimehobby/07_funny-in-real-life

Kin Hana – Generations
https://soundcloud.com/kinhana/generations

Puzzle Muteson – Your Garden
https://puzzlemuteson.bandcamp.com/track/your-garden

Mutual Benefit – New History
https://soundcloud.com/mutual-benefit/new-history

Angelo De Augustine – Carcassonne
https://angelodeaugustine.bandcamp.com/track/carcassonne

Ned Colette – The Optimist
http://music.nedcollette.com/track/the-optimist

Many Voices Speak – I Saw You
https://manyvoicesspeak.bandcamp.com/track/i-saw-you

Rosali – Lie To Me
https://rosali.bandcamp.com/track/lie-to-me-2

The Innocence Mission – Look Out From Your Window
https://soundcloud.com/bella-union/the-innocence-mission-look-out-from-your-window

Dakota Suite, Dag Rosenqvist and Emanuele Errante – Now That You Know
https://www.youtube.com/watch?v=3NOL1FOaPC0

Papa M – Walt’s
https://papa-m.bandcamp.com/track/walts

memum “confidence”

[unperceived records]

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Avvolti da soffici vapori onirici, in balia di una profonda comunione sensoriale con l’ambiente circostante. Prosegue lungo la rotta di un contemplativo itinerario bucolico David Georgos pubblicando il suo secondo lavoro a firma Memum, nuova narrazione che riprendendo le premesse del disco d’esordio ne espande i contenuti attraverso un’ampliata gamma di soluzioni impreziosita dal contributo canoro di quattro differenti autrici.

Tra le eteree escursioni sonore fatte di fragili risonanze colme di morbida luce, gentili echi ambientali e tessiture melodiche imperniate su delicati fraseggi di piano e chitarra (“Petals”, “All we grow”) o plasmate da sinuose frequenze in sospensione (“Radiance”, “Enviro scape”) compaiono numerose scie vocali che rendono ancor più rilucente e variegato l’universo elettroacustico di Memum. Sono canzoni dall’atmosfera diversa ma sempre pienamente compiute quelle generate dall’intervento del canto vellutato di Erin Lang (“Aalto”), dalla intimistica flessibilità dell’interpretazione di Anne Garner (“Timedrift”) e dall’esotica verve di Faira (“Komoriuta”), mentre si muove su traiettorie più atmosfericamente immaginifiche l’apporto di Anna Marjamäki (“Illuminate”).

Una deriva emozionale affascinante attraverso un paesaggio colmo di placido incanto.

vacuamœnia “panphonia”

[crónica]

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Una lunga indagine sul silenzio apparente di luoghi del passato consegnati dalla storia all’oblio, circoscritti ambienti  persi nel territorio che come vibrante fuoco sotto uno spesso strato di cenere continuano ad ardere invisibili. Prosegue la ricerca a lungo termine sui borghi rurali siculi condotta dal collettivo VacuaMœnia giungendo adesso a concretizzarsi in una lunga narrazione sonica scaturente dalle riprese ambientali catturate negli anni scorsi.

Attraverso un’accurata opera di selezione e montaggio del materiale raccolto, Pietro Bonanno e Fabio R. Lattuca condensano nell’arco degli oltre venti minuti della traccia che dà il titolo al lavoro l’ampio spettro di sensazioni e suggestioni che gli spazi esplorati riescono ad evocare interagendo con gli elementi naturali nei quali sono immersi. Combinando le frequenze raccolte rimanendo in ascolto dell’ambiente con le vibrazioni insite nella materia che reagisce agli stimoli derivanti dagli agenti esterni, i due autori tracciano il profilo di una dimensione intermedia nella quale ogni componente in causa si ritrova contemporaneamente presente. Quel che ne risulta è la generazione di uno spazio astratto nel quale l’anima dei villaggi incontrati ha la possibilità di riverberare liberamente.

A completare la pubblicazione troviamo ulteriori due composizioni a firma esclusiva di ciascuno dei due componenti che in modo peculiare si confrontano sulla medesima tematica. Bonanno ci conduce lungo un itinerario scandito da suggestive risonanze metalliche che scandiscono il fluire di un soffio cupo ed inquieto (“Chinmoku”), mentre Lattuca ci pone in ascolto delle cangianti sfumature che contraddistinguono lo stesso  paesaggio durante lo scorrere delle ore.

Visioni differenti accomunate da un approccio condiviso proiettato a catturare una vitalità velata e sfuggente attraverso la pratica dell’ascolto critico.