LockSound – Suoni in Trappola #11 – ‘Il Suono oltre il Suono’ con Caterina Tomeo

Progetto ideato e curato da Francesco Giannico

Ultimo appuntamento con LockSound – Suoni in Trappola. Ospite della puntata è Caterina Tomeo, docente, curatrice e ricercatrice nell’ambito della New Media Art e delle Sound Art.

Distribuito in collaborazione con The New Noise, SonofMarketing, Mirco Salvadori, Sowhat, Archivio Italiano Paesaggi Sonori 

Voce Introduttiva di Elena Manzari

Mathieu Karsenti “Downstream Blue”

[Slowcraft Records]

Un’isola di confortante suono in cui rifugiarsi sognando terre lontane.

È una sinuosa sinfonia in quattro movimenti  il nuovo lavoro scritto e composto da Mathieu Karsenti per la serie digitale Lifelines curata da James Murray per la sua Slowcraft Records, una traiettoria risonante eterea ed evocativa che a differenza di quasi tutta la sua produzione non è destinata ad essere commento sonoro di immagini in  movimento.

Calde frequenze armoniche generate  da diluiti riverberi acustici si espandono lente, scorrendo su fondali atmosferici costantemente pervasi da una sottile grana, capace di conferire delicata matericità ai risultanti piano sequenza che si librano leggeri, intrisi di lieve e nostalgia. Sono ariose visioni dai tratti indefiniti, il cui portato emozionale viene enfatizzato dalle romantiche frequenze degli archi, che proiettano in un vivido immaginario comunque cinematico, a cui abbandonarsi alla ricerca di una contemplativa quiete dei sensi.

Non rimane che lasciarsi trascinare dalla marea.

Happy Collapse 14 – epilogo

A cura di Stefano De Ponti

© Stefano De ponti

Non smetteremo di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta. (T. S. Eliot)

1. Vuoto

Caduto il fiore
resiste l’immagine
della peonia

(Buson 1716 – 1784)

2. Vento

Nel vento
mi rimprovero
e cammino

(Santoka 1882-1940)

3. 4’33”

John Cage 1952

Giunge al termine l’indeterminata traiettoria di Happy Collapse, spazio dedicato al gesto d’arte e alle interazioni tra autori ideata e curata da Stefano De Ponti. Molti sono i suoni, le idee che hanno trovato spazio nel corso degli appuntamenti mensili proposti, tutti confluenti in una poliedrica visione che pur mutando forma ha sempre conservato il suo originario scopo: recuperare il valore del pensiero lento quale reazione verso un presente sempre più rapido e asettico.

Quattordici tappe di un percorso in costante divenire, fertile viaggio alla ricerca di una perduta dimensione scandita da uno scorrere lento del tempo che determina un incessante processo di ripensamento e approfondimento.

LockSound – Suoni in Trappola #10 – ‘Ogni suono al suo posto’ con Matteo Uggeri

Progetto ideato e curato da Francesco Giannico

Ospite della decima puntata di LockSound – Suoni in Trappola è Matteo Uggeri, musicista prolifico e poliedrico.

Distribuito in collaborazione con The New Noise, SonofMarketing, Mirco Salvadori, Sowhat, Archivio Italiano Paesaggi Sonori 

Voce Introduttiva di Elena Manzari

SineRider “Moonflowers”

[Dronarivm]

Sinuose frequenze che reiterandosi danno forma a contemplative nubi di luminoso suono in lenta disgregazione. È un ambiente etereo, sospeso nel tempo, quello definito dall’ostinato incedere di delicate armonie circolari plasmate da Devin Powers nel suo ultimo lavoro a firma SineRider, un’oasi quieta e confortevole in cui immergersi abbandonandosi senza riserve.

Sature fluttuazioni sintetiche si espandono in costante mutamento, percorse da fragili fremiti melodici derivanti da diluiti riverberi chitarristici, generando un ipnotico flusso di sognanti risonanze che fluttuano lievi verso un orizzonte inafferrabile. Ne scaturisce un immaginario caldo e malinconico di ispirazione naturalistica, un evanescente notturno organico che esplora le innumerevoli possibilità della cullante ripetizione ciclica.

Amniotico oceano di infinito benessere.

n-So “Out of the Valley”

[Moderna Records]

Frastagliato e privo di connotazione univoca si sviluppa il viaggio sonico immaginato da Nick Angeloni quale nuova traiettoria narrativa firmata n-So, accidentato percorso emozionale di un uomo che affronta una impervia valle chiusa da insormontabili montagne.

Tra tessiture acustiche, atmosferiche derive sintetiche e frequenze ritmiche, quel che il compositore/producer americano costruisce è una trama narrativa caleidoscopica che travalica i generi, un’ibridazione che mantiene riconoscibili le diverse componenti rivelandone un’inattesa complementarietà.

Dopo la repentina iniziale caduta in questo cangiante universo sonoro, in modo fluido si susseguono nostalgiche trame pianistiche (“AFM”, “Mountain Song”, “Tomorrow and Tomorrow”), irrequiete progressioni elettroniche (“Into the Valley”, “Northern Lights”) e nervose linee pulsanti (“Drums and Drama”) in un costante alternarsi di cinematici frangenti in bilico tra contemplativa quiete ed incalzante incedere.

Una peregrinazione sensoriale libera da margini definiti che rivela la capacità di n-So di attingere da una tavolozza ampia e diversificata per plasmare stimolanti intrecci risonanti.

Fabio Anile “Piano Sketches”

La nuda voce del piano distillata per divenire essenziale fonte da cui estrarre vivida materia attraverso cui riconnettersi  alle proprie radici artistiche. Confinato nel proprio ambiente domestico durante il recente, imposto isolamento, Fabio Anile sceglie di recuperare la cristallina emozionalità scaturente dalle note del suo strumento d’elezione per tradurre in musica le sensazioni di questo inatteso tempo a disposizione.

Il risultato è una brevissima fuga in una confortevole oasi di luminoso suono scandita dal repentino succedersi di quattro calde istantanee prive di artifici e manipolazioni. Differenti umori dipinti utilizzando un lessico volutamente scarno si irradiano dai tre frammenti inediti, lasciando emergere un iniziale senso di vibrante sospensione (“Piano Sketch #1”) a cui segue uno sguardo pervaso da romantica nostalgia (“Piano Sketch #2) e che culmina in un’incalzante danza armonica (“Piano Sketch #3”).

A chiusura di questo rapido torrente risonante si colloca una rivisitata versione di una traccia recuperata dal passato (“Ultimo”), qui spogliata dalle originarie ibridazioni sintetiche per aderire alla chiara intenzione di ritrovare una dimensione classica da cui tutto ha avuto principio.

the volume settings folder “Home Diaries 017”

[whitelabrecs]

Introspettive traiettorie che aeree e flessuose si espandono conferendo forma alla solitudine e al silenzio. È affidato a Filippo Bordigato, prolifico autore che si cela sotto la sigla the volume settings folder  e noto anche come Möbelstück Beckmann, il diciasettesimo capitolo della serie Home Diaries curato da Whitelabrecs, preziosa collezione di intime testimonianze sonore del nostro anomalo presente.

Assecondando una vena quieta e riflessiva sempre evidente nelle sue peregrinazioni risonanti, il musicista veneto cesella un percorso circolare che apre e infine ritorna a nostalgiche derive acustiche guidate dal suono di una chitarra meditabonda che disegna  ammalianti trame che si perdono nel paesaggio. Un andare cullante e sereno, che fin dalla seconda metà del brano di apertura, gradualmente si diluisce perdendosi in nebbiose distese ambientali sature di vapori malinconici, per cedere il passo ad umbratili visioni costellate da materiche stille elettroacustiche.

È una pioggia calda e lieve che accarezza un territorio algido e sospeso, riflesso di una dimensione emozionale resa ancor più vivida dal momento vissuto, scenario su cui infine torna a splendere un rinfrancate sole di delicate ed avvolgenti armonie che si irradiano come l’eco di un’inesauribile speranza.

Violent Scenes “Stimmung”

Lorenzo Tomasello e Simone Trotta per SoWhat

“Stimmung” è il secondo prodotto sonoro uscito dalle officine musicali dei Violent Scenes, poliedrico quartetto pugliese che ha esordito nel 2017 con l’LP “Known By Heart”, ideatore di diverse attività culturali quali uno spettacolo teatrale con la compagnia Teatro delle Rane e uno psych reading sugli scritti di Cesare Pavese, dichiarato ispiratore del disco e della poetica del gruppo. Molto attiva dal vivo, la band si dimostra solida nelle sue esibizioni live, spesso accompagnate da proiezioni video che catapultano totalmente nell’atmosfera visiva suggerito dall’elemento sonoro.

L’EP si articola in tre brani dalle melodie sciolte in atmosfere caliginose, sensazioni scandite da battiti e riverberi intrecciati dalla violenta delicatezza di umori sonori, modulati dalle chitarre e dai pedali ronzanti dei Violent Scenes che con “Stimmung” amplificano il suono della loro umanità.

Nella prima metà dell’opener “Grim July” la solitudine dei fraseggi di chitarra viene avvolta da sperimentazioni ritmiche intermittenti, uniche e frammentate come i ricordi rivissuti dal protagonista del videoclip realizzato da Antonio Stea, interprete visivo dell’intero disco insieme a Stelvio Attanasi. La seconda parte della traccia si lascia guidare dai tremori del synth, su cui si posa l’emozionalità di un cantato arioso, continuamente sfumato dagli acuti vibranti degli amori di una vita.

“Nope Face” inizia percorsa da una cadenza percussiva stilizzata alla base di armonie incalzanti che sgorgano da una chitarra pura. Melodie vocali decise e a tratti graffianti ispirano un senso di alienazione e un’impossibile voglia di evasione, per poi sfociare nel flusso sintetico che accompagna il monologo finale della chitarra.

La chiusura è affidata a “Zebra OPN”, brano che con guizzi fulminei di samples nevrotici reinventa  “Zebra” di Oneohtrix Point Never, a cui il gruppo rende chiaramente omaggio. Voci parallele e aperture dilatano gli scatti del synth e introducono una chitarra che impazza in dispersivi riverberi. Il brano termina con un soffio bruscamente smorzato, che sembra lasciare aperte le prospettive di una continuazione del discorso sonoro di una band sospesa tra la tragicità della dimensione teatrale e la cruda malinconia di ascendenza pavesiana.

LockSound – Suoni in Trappola #9 – ‘Suoni abbandonati’ con Fabio R. Lattuca

Progetto ideato e curato da Francesco Giannico

Ospite della nona puntata di LockSound – Suoni in Trappola è  Fabio R. Lattuca, musicista e ricercatore che assieme a Pietro Bonanno porta avanti l’importante progetto di VacuaMoenia.net sui paesaggi sonori dei luoghi abbandonati in Sicilia..

Distribuito in collaborazione con The New Noise, SonofMarketing, Mirco Salvadori, Sowhat, Archivio Italiano Paesaggi Sonori 

Voce Introduttiva di Elena Manzari

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