covarino/incorvaia “granada”

[whitelabrecs]

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Placidi intrecci immersi in una luce morbida e avvolgente, la languida quiete del mediterraneo che si espande sinuosa. Il sodalizio artistico tra Francesco Covarino e Alessandro Incorvaia, nato lo scorso anno dal ritrovarsi dopo anni nella loro città d’origine, giunge alla sua seconda tappa attraverso un nuovo incontro, questa volta in terra spagnola ed esattamente nella città dove attualmente risiede Covarino.

E dell’aura del luogo in cui è stato registrato in presa diretta sono colme le sei improvvisazioni che compongono il lavoro, tracce fluide costruite attraverso riverberanti fraseggi sommessi  privi di quello scambio teso e serrato che contraddistingueva il dialogo tra i due musicisti nel loro disco d’esordio, spogliato anche dei limitati contributi che vi comparivano.

Il suono scorre vaporoso e vagamente sognante, segnato dalla ricchezza ritmica di Covarino che raramente si impone in modo assoluto divenendo deflagrante (“Granada #4”) e dalle trame essenziali di Incorvaia che scivolano a tratti verso persistenti rarefazioni capaci di dischiudere declinazioni ambientali eteree (“Granada #3”) o si strutturano in dominanti linee melodiche dall’incedere malinconico (“Granada #6”).

Non rimane che chiederci in quale luogo si cristallizzerà il nuovo punto di questo progetto sempre più sfuggente ed errante.

 

yadayn “adem”

[navalorama records]

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Una sequenza fluida di evocative istantanee che scorrendo compongono un onirico tragitto tra scorci meditativi e narrazioni malinconicamente romantiche. Continua a sviluppare con coerenza il proprio percorso artistico Gowaart Van Den Bossche e lo fa pubblicando un nuovo lavoro all’insegna della continuità e di un costante lavoro di affinamento del proprio lessico sonoro.

È sempre la chitarra e a volte l’ukulele ad essere elemento generativo delle composizioni del musicista belga, erranti traiettorie acustiche raccolte nell’anno appena trascorso e in parte improvvisate al momento delle registrazioni effettuate in un ampio edificio abbandonato ricco di riverberi ad esclusione di due tracce “casalinghe”.  Come già avveniva nei dischi precedenti, nella musica di Yadayn si fondono e susseguono anime diverse, si incontrano mondi distanti condensati in sequenze che alternano tessiture occidentali a ricchi intrecci dal sapore esotico (“Hoor”, “Voel”) e contemplativi sguardi persi verso l’orizzonte sfumano in crepitanti chiusure cariche di bordoni distorti (“Zee”).

Dalle trame di “Adem” emerge ancora una volta nitida la profonda sensibilità di Van Den Bossche  dalla quale nascono paesaggi interiori privi di limiti tangibili e intrisi di una dilagante forza espressiva.

The Place Beyond the Pines #12

a cura di sonofmarketing

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I Unfold – Brumes. Brumes è il progetto della musicista e cantautrice di Portland Desireé Rousseau. A due anni dal suo album di debutto, questa settimana ritorna con un nuovo album intitolato “Afterglow” (Dauw Records). Vi proponiamo una traccia dal precedente lavoro che mette in mostra la sua delicata vocalità e il suono morbido ed etereo.

 

 

I Am The Sea – Enrico Coniglio e Matteo Uggeri. “Open to The Sea” è il risultato della collaborazione fra i due sound artist italiani Enrico Coniglio e Matteo Uggeri. Uscirà per Dronarivm  il 7 luglio. I contributi esterni sono molteplici e di spessore: Comaneci, Lau Nau, Violeta Päivänkakkara, John Guilor, GiuliO Aldinucci, Stella Riva e Fabio Ricci. Vi proponiamo “I Am The Sea”.

 

 

 

Endless – Portico Quartet. A due anni da “Living Fields”, I Portico Quartet hanno annunciato l’uscita del nuovo album. “Art in the Age of Automation” uscirà ufficialmente il 25 Agosto via Gondwana Records. “Endless” è il primo singolo estratto che mette il loro noto stile trasversale.

 

 

 

Histós Lusis – Toàn. Toàan è il progetto del musicista e compositore Anthony Elfort. Histós Lusis è il suo album di debutto che uscirà ufficialmente il 7 Luglio su Eilean Records. Il suo suono unisce differenti stili, in particolare approfondisce trame ambient e di neoclassiche. Vi proponiamo la title-track.

 

 

Useful Objects – Andrew Cosentino. A un anno dall’uscita di “Gosh” (Hush Hush Records), il producer newyorkese Andrew Cosentino è tornato con un nuovo album. “Islip Speedway” è uscito qualche giorno fa come autoproduzione. Vi proponiamo “Useful Objects” che porta alla luce le contaminazioni della trama elettronica fra linee jazz e riferimenti hip-hop.

 

 

 

Ghosts – Pole Siblings. Pole Siblings è un duo svedese che coinvolge Sofia and Johan Stolpe. “It Might Grow” è l’ep di debutto. E’ stato co-prodotto con Petter Winnberg (Amason, Little Majorette). Vi proponiamo “Ghosts”, brano delicato che mette in evidenza la fragilità vocale e le linee dreamy.

 

 

 

Ship Building – Brian Case. Brian Case, chitarrista e compositore di Chicago e noto per il suo lavoro con i Disappears, ha annunciato un nuovo album che segue il suo stroardinario debutto. “Spirit Design” uscirà il 25 agosto via Hands in The Dark. “Ship Building” è il primo singolo estratto.

 

 

Riding Ice – Coca Leaf. Coca Leaf è un collettivo di new York che coinvolge ZZ Ramirez (Destruction Unit, Ukiah Drag), David Vassalotti e Carson Cox (Merchandise, and Ben Greenberg (Uniform). “Deep Murble Sunrise” è il nuovo album che uscirà ufficialmente il 14 Luglio via Wharf. Il loro suono miscela più stili dall’hard funk al  jazz, dal noise e la no-wave all’improvvisazione strumentale. Vi proponiamo “Riding Ice”.

 

 


Xenolith; The Anvil – Ex Eye. Ex Eye è il collettivo guidato da Colin Stetson con  Greg Fox (Liturgy) alla batteria, Shahzad Ismaily (Secret Chiefs 3, Ceramic Dog) ai synths e Toby Summerfield alla chitarra. L’omonimo album di debutto è uscito la scorsa settimana per Relapse Records. Vi proponiamo “Xenolith; The Anvil”.

 

 

 

Everything That is Difficult Will Come To An End – Flotation Toy Warning. Un altro ritorno gradito è quello dei britannici Flotation Toy Warning, a 13 anni dall’album di debutto. “The Machine That Made Us” uscirà ufficialmente il 7 Luglio via Talitres. “Everything That is Difficult Will Come To An End” è il primo singolo estratto.

 

 

 

Things of Beauty Burn – Hammock. Anche gli Hammock, che non hanno bisogno di presentazioni, hanno annunciato il loro ritorno. “Mysterium” è il nuovo album che uscirà il 25 Agosto. Guarda il video ufficiale del primo brano estratto “Things of Beauty Burn”.

 

 

 

Windswept – Johnny Jewel. Concludiamo con le atmosfere notturne di “Windswept”, brano di Johnny Jewel (Chromatics) che fa parte della colonna sonora della nuova stagione di Twin Peaks. Il brano è incluso nel suo nuovo omonimo album solista.

 

 

monologue “spazio”

[hylé tapes]

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Una deriva cosmica che lentamente conduce verso un approdo sicuro, un tracciato denso di fascino e mistero. Dirige verso il cielo infinito il suo sguardo visionario Rosa Maria Sarri plasmando, ancora una volta sotto lo pseudonimo MonoLogue, un sinuoso viaggio siderale scandito da cinque tappe dalle sfumature cangianti che scorrono fluide lungo una narrazione al tempo stesso coesa e sfaccettata.

Il sipario si apre su un placido errare attraverso la persistente magia di una notte perenne costellata dal riverbero di infinite stelle. Il suono nel suo dispiegarsi avvolgente costruisce gradualmente uno scenario tridimensionale nel quale immergersi fluttuando leggeri (“Nomade”) prima di virare verso una dimensione contemplativa striata da stridenti frammenti che a tratti incrinano il senso di totalizzante quiete (“Ossessione”). Proiettati definitivamente in questo “SPAZIO” privo di limiti e riferimenti si procede senza meta in balia di minimali schegge che nel loro insistente reiterarsi costruiscono un frangente ipnotico ed estraniante (“Perso”). Improvvisamente in questa dilatata assenza irrompono come un’eco imprevista tracce di tangibile presenza vitale sotto forma di indistinti vocalizzi e pulsazioni dal sapore ancestrale (“Silenzio”) che smaterializzandosi lasciano il passo ad una dinamica progressione che segna il conclusivo raggiungimento della meta (“Riva”).

Una peregrinazione immaginifica da affrontare ad occhi chiusi, con la mente lanciata verso scenari irraggiungibili eppure vividamente percepibili.

the greatest hoax “expiration composition”

[serein]

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Un soffio evanescente striato di persistente drammaticità a plasmare immagini che cristallizzano l’attimo in cui una vita si riversa nell’immaterialità. Una riflessione sulla caducità dell’esistenza ispira e dà forma al nuovo lavoro di Taylor Jordan sotto l’abituale pseudonimo The Greatest Hoax. Un tema profondo e complesso affrontato con eleganza e delicatezza dal musicista americano, arricchito dalla presenza di un quartetto d’archi diretto dal violoncellista Mark Bridges.

Le fluide istantanee che compongono questo inusuale percorso nascono da un armoniosa combinazione di evanescenti linee pianistiche, il cui portato emozionale viene enfatizzato dall’ampio contributo delle tessiture degli archi, e saturazioni sintetiche che si snodano come avvolgenti fondali sui quali le melodie si posano leggere. A tratti questa componente vaporosa vira verso inaspettate progressioni dinamiche capaci di infondere una dimensione positiva ai placidi riverberi dal carattere serenamente meditativo.

Una declinazione affatto scontata che affianca toni luminosi e vitali ad un flusso normalmente crepuscolare e malinconico.

 

stefano guzzetti “alone (night music for piano solo)”

[stella recordings]

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Un propagarsi cullante di nitide e cristalline sensazioni favorito dalla complicità di notti  profondamente quiete. È un taccuino colmo di intimo lirismo quello scritto da Stefano Guzzetti , una sequenza di piccole storie sviluppate sulla tastiera del piano a partire da sussurrate annotazioni raccolte nella solitudine del giorno giunto al suo termine.

Ogni pagina è una melodia delicata che scorre lieve, un intreccio di note che si inseguono disegnando emozionali fughe cariche di un’aura dolcemente romantica (“Home”, “Closer”) e scorci di seducente rarefazione (“Night”, “Fade”), sfiorando attimi di sorridente malinconia (“Moonlit”).  Il suono giunge costantemente spinto da un’esigenza comunicativa pienamente rivelata dalla sua formale essenziale.

Ciascun tocco ha la capacità di imprimersi a fondo lasciando tracce indelebili, generando un flusso sognante che impreziosisce la magia di quei preziosi frangenti dominati dalla riverberante luce delle stelle.

banished pills “a pill for your heartaches”

[deadtapes]

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Immersi nella vividezza del sogno lucido, erranti lungo il sottile confine tra la veglia e il sonno. Ogni tocco risuona concreto e presente, eppure sembra giungere da una lontananza sfuggente. Si muove lungo questo fragile margine la liquida plasticità del lavoro di Edoardo Cammisa aka Banished Pills, raccolta di eterei frammenti volti alla conquista di un momentaneo stato di sospensione nel quale sciogliere ogni tensione.

Avvolgenti persistenze sintetiche si espandono vaporose combinandosi a naturalistiche tracce ambientali capaci di generare oasi di placida quiete in cui perdersi senza alcuna riserva. Fluttuazioni accoglienti scandite dal suono rassicurante dell’acqua (“Waterdrops vibes”) o dal canto melodioso degli uccelli (“Under one leaf”, “Endless green”). Tra le pieghe di questa dimensione onirica compaiono brevi schegge di inquietudine che ostinatamente riportano alle dense ombre della realtà (“Underwater dancing”, “Away”) prima di spegnersi in una definita cullante astrazione che segna il punto di resa (“An helpful lullaby”).

Che l’illusione abbia inizio.