meanwhile.in.texas “twin god fragments”

a1606249150_10

Un universo carico di convulsa tensione costantemente sul punto di deflagare. Continua a muoversi attraverso paesaggi sonori abrasivi e oscuri Angelo Guido, che con questo nuovo lavoro firmato meanwhile.in.texas  e pubblicato da Orb Tapes idealmente prosegue sulla via tracciata dal precedente “Mirror Movements”.

Diviso in due lunghe tracce dal titolo enigmatico, il disco ci catapulta fin dalle prime battute di “Fog taught me everything I know” in una spirale ipnotica percorsa da una pressante elettricità che emerge tra le dense e granulose trame droniche conducendo alla caotica esplosione che domina la parte terminale di questo primo capitolo, una sorta di allucinato urlo che si irradia innarestabile. “Black walls will turn you around” ci proietta nuovamente in persistenze alienanti attraversate da folate siderali prive di luce e calore che si dipanano senza soluzione di continuità fino al finale sfumato che ancora una volta non crea una reale chiusura.

Dominato da un dio poco benevolo e generato dalla costante collisione di elementi ruvidi e taglienti, “Twin god fragments” ci immerge in un microcosmo totalizzante capace di far perdere il fiato.

antonino cicero, luciano troja “an italian tale”

a2933296527_10

Ci si ritrova improvvisamente catapultati in un universo che appartiene ad un tempo passato ascoltando “An Italian Tale” di Antonino Cicero e Luciano Troja, affascinante lavoro pubblicato dalla sicula Almendra Music che sempre più si conferma realtà preziosa ed interessante.

I dieci brani del disco compongono un sentito omaggio all’Italia del secondo dopoguerra ispirato al lavoro di Giovanni D’Anzi , uno dei suoi principali cantori. Non si tratta però di una riproposizione pedissequa di melodie del musicista milanese, bensì della costruzione di un nostalgico viaggio costruito attraverso composizioni originali scritte da Troja e declinate attraverso il brillante dialogo tra il pianoforte suonato dal talentuoso musicista messinese ed il suono del fagotto dell’altrettanto brillante conterraneo Antonino Cicero. Un lavoro di ricerca quindi, che filtra le melodie immediate e “cantabili” tipiche degli anni trenta e quaranta attraverso la formazione jazzistica e classica dei due autori giungendo ad una sintesi armoniosa in cui improvvisazione e abilità tecnica diventano arricchimento musicale senza virare verso strutture complesse di ardua assimilazione. Tutto scorre elegante e leggero, dal brioso swing da vecchio transatlantico di “You Are A Melody”  agli intrecci malinconici di “Bici” e “Nel Vento”, passando attraverso le atmosfere crepuscolari e fumose di “Legs” ed il romanticismo di “Rose”, in un flusso coinvolgente dalle venature retrò capace di modellare una possibile colonna sonora per un film in bianco e nero poetico e struggente.

enrico coniglio / gamino / attilio novellino / fabio perletta / sec_ “aqua matrix”

a2921214118_10

Un’affascinante indagine sull’elemento naturale alla base di ogni forma di vita è il contenuto di “Aqua Matrix”. Pubblicato da Dragon’s Eye Recordings, il disco raccoglie le narrazioni di cinque diversi autori nate da altrettanti brevi residenze artistiche in Irpinia.

Il viaggio comincia dalle essenziali e materiche modulazioni di “Acque Lotiche Acque Lentiche” attraverso cui Enrico Coniglio ci conduce all’interno dell’elemento in un costante passaggio tra la componente dinamica e quella statica in cui esso si presenta. È un fiume che discende dalla fonte riversandosi in placide superfici piatte per riprendere la sua corsa verso la meta finale. Da qui si passa alle dense tessiture cariche di tensione di “A nightmare in Senerchia” di Mimmo Napoletano aka SEC_ che sfociando in convulse e minacciose frequenze colgono il lato più oscuro della preziosa sostanza. Minimale e all’insegna di un solenne mistero è il racconto modellato da Fabio Perletta in “Moto 元“ attraverso distillati suoni flebilmente riverberanti. Trame rarefatte aleggianti in ambientazioni algide costruiscono “Tuttintorno” di Gamino, che perfettamente introduce la conclusiva smaterializzazione del dinamico flusso dronico di “Aqua Matrix” di Attilio Novellino che ripercorre le sensazioni connesse all’oggetto del indagine senza citarlo palesemente.

Cinque differenti interpretazioni che strutturano un universo multiforme e sfaccettato tutto da svelare.

dirk serries “microphonics XXVI-XXX : resolution heart”

a4026524424_10

Quattro lunghe tracce segnano, dopo otto anni, il capitolo finale della serie microphonics di Dirk Serries. Un percorso fatto di fluide trame droniche che galleggiano eteree prive di pulsazioni procedendo da luminose e tremule frequenze totalizzanti verso modulazioni dall’ambientazione sempre più rarefatta.

I luminosi riverberi frammisti a ruvide screziature emergenti in filigrana dell’iniziale “XXVI epiphany and isolation” si riversano nelle più oscure tessiture sempre venate di grana fine di “XXIX i communicate silence”, che sfuma nel finale introducendo idealmente la seconda parte del disco incentrata su dilatazioni sempre più ipnotiche e vaporose. Si snoda in una spirale in avvolgente crescendo “XXVII swept to the skye” prima di lasciare spazio alla smaterializzante solitudine conclusiva di “XXX the deprivation of heart”, capace di continuare a propagarsi ben oltre il suo quarto d’ora di durata.

Un addio toccante, ricco di malinconica emozione che scaturisce da un percorso artistico fertile e variegato.

skag arcade “the look of silence”

a3733823568_10

Cosa resta nella mente di chi vive eventi di profonda violenza? Quanto profonde e dolorose si imprimeranno le tracce di ciò che si è attraversato? È tutt’altro che semplice provare a rispondere a tutto ciò tentando di convertire in suono l’abissale vuoto scavato nell’animo di chi sopravvive, ma difficile non è sinonimo di impossibile. Lo dimostra il nuovo lavoro firmato Skag Arcade incentrato sui genocidi perpetrati nel sud-est asiatico nella seconda metà degli anni sessanta.

I quattro capitoli di “The look of silence” costruiscono un percorso aspro e doloroso, un vortice abrasivo capace di materializzare con angosciante vividezza la sprezzante ferocia  subita. Un vero e proprio bombardamento convulso e disarmonico che esplode fin dall’iniziale “Cambodian Necktie “, un urlo interiore che trova esteriorizzazione in scabrose trame irregolari distanti da qualsivoglia intento melodico. Anche quando il registro vira su toni bassi ciò che fluisce è lo spegnersi di un boato piuttosto che il raggiungimento di una chimerica quiete. Meccaniche voci spettrali, riprese ambientali e modulazioni sintetiche angoscianti si fondono in un caos emozionale, persistente in” Choeung Ek Pickup (Killing Fields)” e altalenante in “Gangbang”, a cui è impossibile sfuggire e che si trasforma in un assordante e aritmico silenzio nella conclusiva deriva di “The Look Of Silence (Revenge Of Beatitude)”.

Non c’è traccia di alcuna concessione all’indulgenza, non c’è nessuno spiraglio aperto ad improponibili squarci di bellezza. Un lavoro forte e coraggioso, dall’impatto totalizzante. Una riflessione dura a cui è impossibile rimanere indifferenti.

ant’lrd “sleep drive”

a0178803713_10

Un viaggio notturno alla scoperta di granulosi paesaggi che virano verso una quiete pressoché assoluta. Colin Blanton sotto la sigla ant’lrd ci conduce attraverso un microcosmo misterioso galleggiante in un tempo sospeso e illuminato dalla luce delle stelle.

Il percorso si apre all’insegna delle fluide tessiture di “Hood”, costellate di ruvide screziature e cadenzate da regolari e indolenti battiti che invitano ad una peregrinazione meditabonda senza meta. Tutto vira verso una maggiore tensione e più profondo pathos nella successiva “Kasuisai”, all’insegna di una maggiore densità che accoglie abbozzate linee melodiche dall’andamento circolare ed ipnotico che sfumano nel dilatato e smaterializzato finale che introduce alle vaporose trame prive di pulsazioni ritmiche del vaporoso ed evanescente finale di “Msdass”.

The Place Beyond the Pines #6

a cura di sonofmarketing

13128996_10209474915455448_2112345325_o

The Deprivation of Heart – Dirk Serries. Torna il musicista belga Dirk Serries con un nuovo album intitolato  “Microphonics XXVI-XXX : Resolution Heart”. E’ uscito ufficialmente il 18 Novembre via Tonefloat Records. Vi proponiamo “The Deprivation of Heart”, 15 minuti oscuri ed evocativi.

https://www.youtube.com/watch?v=gWnOjnk47qg

Run – Roberto Attanasio. A pochi dalla pubblicazione del primo album, il compositore e pianista romano Roberto Attansio torna con un nuovo album intitolato “Abyss” (1631 Recordings). Vi proponiamo il primo singolo estratto “Run”.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=102&v=9Snq9BLsH-g

The White Strip – Blueneck. Un ritorno gradito quello dei britannici Blueneck. “The Outpost” è il nuovo album che uscirà il 25 Novembre via Denovali Records. Vi proponiamo la delicata evoluzione ed “esplosione” di “White Strip”.

https://soundcloud.com/denovali/blueneck-the-white-ship

As the morning – Mirko. Mirko è il moniker del musicista londinese Mirko Vogel, noto per la sua collaborazione con i Cut Copy. “Lp1” è l’album di debutto ed è uscito via Room40. Questa è l’incantevole estasi di “As the morning”.

https://vimeo.com/185905967

Walk – Durg Apartaments.  Drug Apartaments è una band d Sacaramento guidata dal cantanteWhittney Kebschull, “Drug Apts” è l’ep di debutto prodotto da Andy Morin e Zach Hill dei Death Grips. Questa è “Walk” che mette in evidenza la ruvidità del loro suono e l’abilità di gestire le distorsioni.
https://drugapts.bandcamp.com/track/walk

Moon – Post Pines. Post Pines è un duo che coinvolge  Joakim Andersson e Julius Norrbom. “Past Eyes” è l’ep di debutto. “Moon” è il primo singolo estratto che porta alla luce il canto delicato e le linee essenziali del suono.

 https://soundcloud.com/postpines/moonpasteyes

 

Teil I – Kjerton Sveinsson. Kjartan Sveinsson è un polistrumentista islandese, noto per la sua collaborazione con i connazionali Sigur Ros. “ Der Klang der Offenbarung des Göttlichen ” è il suo primo album solista. Un’opera in quattro parti scritta per una rappresentazione teatrale. Questa è “Teil I”.

https://soundcloud.com/sigur-ros/teil-i

Being No one, Going Nowhere. Torna anche il terzetto di Portland STRFKR. “Being No one, Going Nowhere” è il quarto album ed è uscito via Polyvinyl Records. Vi proponiamo la title-track.

 https://starfucker.bandcamp.com/track/being-no-one-going-nowhere

 

Deafening Chaos Serenity – Shapednoise. Un altro ritorno gradito è quello di Shapednoise che ha pubblicato un nuovo album intitolato “Dafening Chaos Serenity” con le collaborazioni di Roly Porter e Rabit. Vi proponiamo un estratto di 2 minuti.

 https://www.youtube.com/watch?v=2_gNbpSNNXg

 

Mamama – Ot to, Not To. Ot to, Not To è il moniker del musicista Ian Mugerwa. “Goshen” è il nuovo album uscito per la Other Poeple di Nicholas Jaar. “Mamama” è il primo brano estratto che mette in evidenza il suono minimale, il micro-dinamismo ritmico e l’atmosfera oscura.

 https://soundcloud.com/otherpeoplerecords/ot-to-not-to-mamama

 

Hunter’s Lullaby. Chiudiamo con il nostro personale omaggio a Leonard Cohen. La reinterpretazione di “Hunter’s Lullaby” fatta dai Dead Cat in A Bag per la nostra compilation tributo (del 2015) al cantautore canadese.

 https://sonofmarketing.bandcamp.com/track/hunters-lullaby