foudre! “earth”

[gizeh records]

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Algide e apocalittiche irrompono le frequenze sintetiche plasmate da Frédéric D. Oberland, Romain Barbot, Grégory Buffier e Paul Régimbeau ancora una volta riuniti per dare vita al terzo capitolo del progetto FOUDRE!, che in questa occasione si arricchisce ulteriormente attraverso il prezioso contributo di Christine Ott.

Registrato all’interno di una chiesa gotica del XVI secolo, il disco nasce come commento sonoro in presa diretta dell’omonimo film sperimentale dell’artista singaporiano Ho Tzu Nyen, dal quale mutua la visione drammatica e inquieta. Stratificazioni nervose di psichedeliche fluttuazioni costantemente sul punto di deflagrare costruiscono vorticose spirali ascendenti cariche di tensione, narrazioni sonore dense ed oscure il cui costante portato evocativo viene enfatizzato esponenzialmente quando viene arricchito dalle spettrali tessiture cesellate sull’onde Martenot dalla talentuosa musicista francese (“Sleep”, “Goliath”). L’atmosfera elettrica che accompagna la performance fin dalle prime battute di “Still-life” si scioglie soltanto nella lenta e cadenzata trama di “Mirror” che lentamente si spegne decretando la conclusione di questo palpitante racconto.

caught in the wake forever “under blankets”

[fluid audio]

Caught In The Wake Forever - Under Blankets - cover.png

Sinuoso ed evanescente fluisce il suono che modella l’unica lunga traccia che compone “Under blankets”, nuovo lavoro di Fraser McGowan che dischiude l’eclettico universo di Caught In The Wake Forever verso un’inedita impalpabile dimensione ambientale.

Nato per accompagnare le sedute di meditazione praticate dal musicista scozzese per contrastare un costante stato d’ansia che lo affliggeva qualche anno addietro, il brano si sviluppa come una lenta e vaporosa deriva sintetica in costante e quasi impercettibile mutazione. Tutto fa riferimento al cielo trapuntato di stelle le cui luci solo apparentemente rimangono fisse e immutate, ma sarebbe ulteriormente immediato accostare il dipanarsi delle tremule modulazioni definite da McGowan al passaggio graduale e senza sosta da una configurazione all’altra di candide nuvole  immerse in una luce abbagliante plasmate da un vento caldo e confortevole.

Ciò che emerge con forza durante i quaranta minuti di “Under blankets” è la volontà di creare un contenitore avvolgente ma privo di particolari connotazioni narrative, uno spazio sonoro pronto ad accogliere per dare la libertà di scavare nel nostro mondo interiore.

radament “radament”

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Imprevedibile e ricco di strappi, procede senza cali di tensione e lasciando spazio solo a brevi pause il disco di debutto del duo Radament formato da Juanjo Fernández e Giorgio Fausto Menossi. Sommando e fondendo multiformi istanze  di diversa estrazione i due navigati musicisti di istanza a Barcellona sono riusciti a dare vita ad un ibrido ricco di riferimenti, ma privo di vincoli nel quale far confluire liberamente la reciproca creatività.

La direzione scelta emerge palese fin dall’iniziale “Snooze” costruita su una nervosa alternanza di morbide melodie e improvvise accelerazioni ritmiche scandite dall’entrata in scena della batteria, che determinano un incedere irregolare ma totalmente fluido e privo di asperità. È questo andamento altalenante che costituisce il fil rouge del lavoro che unisce il gusto per l’improvvisazione ad una spiccata propensione dinamica e che solo in corrispondenza del suo momento centrale si concede un momento di stasi dal tono lineare e sommesso affidato alla breve “Autómata”. L’alchemico connubio tra la vena jazzistica del pianista galiziano e il gusto sperimentale delle percussioni di Menossi trova invece i suoi apici quando il dialogo tra i due diventa serrato, febbrile producendo un’energia deflagrante alla quale diventa pressoché impossibile resistere come avviene in “Danza Mecánica” e “Rete Mirabile”.

Traspare la passione per la musica e la voglia di divertirsi suonando lungo la mezz’ora abbondante di questo esordio al quale speriamo facciano seguito ulteriori futuri capitoli.

The Place Beyond the Pines #8

a cura di sonofmarketing

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Distance of a Shadow (Ghostflowers) – Benjami Finger

Il compostore e musicista norvegese Benjamin Finger ritornerà con un nuovo album intitolato “Ghost Figures” che uscirà ufficialmente il 7 Marzo per Oak Editons. “Distance of a Shadow (Ghostflowers)” è il primo singolo estratto.

 

 

Horizion – Aldous Harding

Aldous Harding è il moniker della cantautrice neozelandese Hannah Hardin. A tre anni dall’omonimo album di debutto, ha firmato con la 4AD. “Horizon” è il nuovo singolo prodotto da John Parish,

 

The Last Time We Spoke – Mahùt

Mahùt è il progetto campano che coinvolge Mario Izzo e Giovanni Botta. A quattro anni dal notevole “We Never Look Up”, sono tornati con un nuovo ep intitolato “Your Violin is Still Playing” che rispetto al precedente lavoro ha una trama elettronica più consistente. Vi proponiamo “The Last Time We Spoke”.

 

 Never Cry Moon – Sòley 

A due anni da “Ask The Deep”, la cantautrice e musicista islandese Sòley ritorna con un nuovo album. “Endless Summer” uscirà il 5 Maggio via Morr Music. “Never Cry Moon” è il primo estratto.

 

 Frequency Modulation – Multicast Dynamics

A un anno dall’uscita di “Outer Envelopes”, il compositore e producer finlandese Samuel van Dijk aka Multicast Dynamics ha pubblicato un nuovo album.”Continental Ruins” è disponibile via Denovali Records. Vi proproniamo “Frequency Modulation”.

 

 

Spindrift – Colin Stetson. Colin Stetson

Uno dei più grandi musicisti viventi, sta per tornare con un nuovo lavoro. “All This I do For Glory” uscirà ufficialmente il 28 Aprile. “Spindrift” è il primo singolo estratto.

 

 

Boyfriend – Marika Hackman 

A due anni dallo splendido debutto con “We Slep at Last”, marika Hackman dovrebbe tornare con un nuovo album. In attesa di maggiori informazioni, la cantatutrice britannica ha condiviso il nuovo singolo “Boyfriend” (prodotto da Charlie Andrew degli Alt-J).

 

 

Petrel – Loess 

Undici anni dopo “Wind and Water”, il duo statunitense Loess (Clay Emerson and Ian Pullman) hanno annunciato l’uscita di un nuovo album. “Pocosin” uscirà domani per n5md. “Petrel” è il primo pezzo estratto.

 

 

Don’t Come Any Closer – OKADA

OKADA aka Gregory Pappas (ZXYZXY) è tornato con un altro piccolo capolavoro. “Floating Away From teh World” è un’altra produzione marcata n5md. Vi proponiamo “Don’t Come Any Closer”.

 

 

Life’s Blood – Cuddle Formation 

Cuddle Formation è il progetto del musicista e cantante di brooklyn Noah Klein. “Here I’ll be Forever” è il nuovo album che miscela suggestive linee ambient, chitarre “morbide” e una vocalità fragile.

Solitude – Daigi Hanada 

Concludiamo con il pianoforte malinconico ed etereo del compositore giapponese Daigo Hanada. “Ichiru” è il nuovo album che uscirà il 24 Febbraio per Moderna Records. Questa è Solitude.

hirotaka shirotsubaki “wet petals”

[naviar records]

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Immersi in un piccolo paradiso terrestre inondato da una calda luce, nel quale è sospeso lo scorrere del tempo. Attraverso le cinque istantanee che compongono “Wet Petals”, Hirotaka Shirotsubaki ci conduce in un bucolico immaginario denso di placidi riverberi .

Le trame droniche dall’incedere cullante di “Downstairs” dischiudono un universo languido fatto di toni morbidi e rilucenti, che informano anche la successiva “Doze”. Le tessiture avvolgenti prive di scansione ritmica modellate dal sound artist di Kobe si arricchiscono di una componente granulosa che emerge in secondo piano in “Hydrangea”, per poi evolvere verso le atmosfere più cupe di “Autumn wind” prima di tornare alla contemplativa stasi della conclusiva “Your shadow”.

Un’oasi dolce nella quale concedersi un totale abbandono.

massimo buffetti_progetto fabbrica del nulla “ricercare”

[spring art development, autorivari]

copertina

Luoghi magici in cui lo spirito naturalmente si predispone ad introiettare ogni minimo dettaglio arricchendo la propria immaginazione. Ogni uomo trova quello a sé più confacente e quando lo incontra sente la necessità di esprimere la strana alchimia derivante. Per Massimo Buffetti sono stati i paesaggi hymalayani e gli scorci atlantici portoghesi i propulsori di tale incantesimo e la musica il linguaggio col quale esprimere il profondo impatto che sulla sua percezione hanno avuto.

A partire da questo presupposto nasce il secondo capitolo firmato Progetto Fabbrica Del Nulla che vede ancora una volta affiancarsi al pianista e compositore i compagni di viaggio Stefano Agostini, Carlo Failli e Luca Guidi nonché un folto gruppo di musicisti che hanno contribuito alla costruzione di una tavolozza di suoni e atmosfere quanto mai ricca e multiforme.

Le vivide sensazioni vissute da Buffetti durante le sue esperienze si tramutano in “Ricercare” in racconti in bilico tra istanze differenti armoniosamente combinate, che trovano completamento nella parte visuale che accompagna le performance dal vivo dell’ensemble. Il lavoro, fortemente evocativo e pervaso da una componente esotica che emerge costantemente in filigrana,  scorre in modo fluido e avvolgente attraverso eleganti scorci contemplativi (“Landing”, “Camp 2”, “Summit”) e momenti in cui prevale una spiccata attitudine narrativa fatta di fraseggi serrati e melodie tese scandite da pulsazioni dal sapore ancestrale (“Ponte 25 de Abril”, “Base Camp”). A tratti a dominare è invece un’enfatica e solenne interiorità  declinata attraverso tessiture più rarefatte e atmosferiche (“Laghi sacri”, “Kyrie”).

Oltre al portato emozionale nei dodici brani sono presenti anche tracce fisiche relative alle fonti d’ispirazione sotto forma di frammenti di suoni ambientali catturati in loco che contribuiscono alla creazione di un viaggio affascinante e coinvolgente.

elegi “bånsull”

[dronarivm]

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Un mondo surreale, una finestra spalancata su obliqui paesaggi in cui si muovono oscuri personaggi in bilico tra la realtà e il sogno. È una possibile, ideale colonna sonora per storie scritte da Edgar Allan Poe e tradotte in immagini da Tim Burton a sancire il ritorno, dopo una lunga attesa, del progetto Elegi di Tommy Jansen.

Le nove tracce che compongono “Bånsull” sono polverose narrazioni catturate su nastro costruite amalgamando suoni dall’incedere misterioso e costantemente pervase da una vibrante tensione, nate come storie della buonanotte ed evolutesi in generatrici di incubi notturni. Misteriose trame di violoncello si combinano a spettrali frequenze di theremin generando atmosfere accattivanti che disegnano un universo tetro ed inquietante alquanto distante dal conforto che ci si aspetterebbe da brani raccolti sotto un’antica parola norvegese utilizzata per definire la ninna nanna.