inventions “maze of woods”

“Per miscuglio si intende un insieme di sostanze che mantengono inalterate le loro caratteristiche originarie e che sono separabili con mezzi fisici semplici.”

“Per composto si intende una sostanza con caratteristiche proprie che differiscono da quelle delle sostanze che lo hanno originato. E’ possibile ricavare gli elementi da un composto solo utilizzando dei sistemi chimico-fisici complessi .”
Mi ha sempre affascinato questa differenza  tra miscuglio e composto e ho sempre avuto un debole per i secondi, per quell’idea che l’unione possa generare qualcosa di diverso da una semplice sommatoria.
Il progetto Inventions  di certo non è un miscuglio. Nasce dall’incontro di due musicisti che da sempre rincorrono finalità simili anche se in modo decisamente differente. Matthew Cooper aka Eluvium e Mark T. Smith degli Explosion in the sky avevano deciso di creare un percorso musicale comune, che lo scorso anno aveva portato ad un affascinante omonimo disco d’esordio. Tornano adesso con questo nuovo lavoro, “maze of woods”, che conferma il riuscito connubio ampliandone lo spettro di possibili soluzioni.

Non si tratta come dicevamo di una semplice giustapposizione o alternanza tra i suoni abituali dei due musicisti e il loro intento viene palesato in apertura del disco quando una voce dichiara “I wanted to do something that I don’t know how to do.” È questo il punto di partenza di un viaggio fatto di suoni eterei che catturano e ti trasportano in un mondo fluido, emozionale, in cui tutto può accadere. Le eleganti linee di chitarra di Smith e le sonorità disegnate da Cooper si fondono in modo perfetto e vengono completati dalle pulsazioni ritmiche, che formano l’ossatura di alcuni brani (l’iniziale “escapers”, “wolfkids”), e dalla ricorrente presenza delle voci, sempre utilizzate come elemento sonoro aggiunto, capace di accentuare le atmosfere sognanti e avvolgenti degli episodi più suggestivi di questo viaggio (“springworlds”,  “slow breathing circuit” e la conclusiva “Feeling The Sun Thru The Earth At Night” ).

Un disco da assaporare lentamente, da scoprire ascolto dopo ascolto, che a mio avviso ha in “peregrine” la sua sintesi ed il suo apice.
Decisamente continuo a preferire i composti ai miscugli.

(per TRISTE© – 20 marzo 2015)

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