SoWhat

the weather station “loyalty”

Annunci

Un buon progetto di architettura parte sempre da un efficace schizzo iniziale. È la sintesi dell’idea da sviluppare che deve contenere tutti gli elementi fondamentali che poi confluiranno e si concretizzeranno nella costruzione.  Non sempre ad un buono schizzo segue un edificio riuscito, ma sicuramente senza questa premessa difficilmente si giunge ad un risultato interessante

Lo scorso ottobre The Weather Station, pseudonimo sotto cui compone la talentuosa Tamara Lindeman, ha dato alle stampe un EP, “what am i going to do with everything i know”, che ci aveva affascinato e che avevamo raccontato come un piccolo bozzetto costituito da frammenti di un diario intimo, un breve racconto senza finale. Il compimento del percorso arriva in questi giorni e ha come titolo “loyalty”.
Il suono è sempre un folk dall’incedere elegante, dal sapore classico, incentrato sulle melodie costruite con la fedele chitarra e quasi sussurrate, con estrema dolcezza, dalla splendida voce dal registro alto di Tamara, che assume ancor maggiore consapevolezza delle sue possibilità espressive. Tutto viene rifinito da tenui arrangiamenti che vestono i brani alla perfezione, in modo lieve, senza mai essere predominanti, con incursioni che spaziano dal blues al soul. Sono racconti di vita, confessioni in cui l’autrice canta il suo essere sospesa tra istanze differenti,  come subito dichiarato dal titolo della splendida iniziale  “Way It Is, Way It Could Be”. Il disco scorre con tono intimistico tra ballate dai suoni più spigliati (“Floodplain”) e narrazioni in cui il tono malinconico si accentua (“Personal Eclipse”, “Shy women”). Non c’è alcuna caduta di tensione, soltanto un lento fluire di bellezza musicale.

La Lindeman riparte con questo disco riparte da ciò che aveva lasciato in sospeso, riuscendo a regalarci un lavoro maturo, denso di emozioni e che questa volta ha il sapore dell’opera conclusa.
Le ottime premesse hanno generato un sontuoso risultato.

(per TRISTE© – 13 maggio 2015)

Annunci