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benjamin finger “motion reverse”

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A breve distanza dal precedente  “Pleasurably Lost” torna Benjamin Finger con un nuovo disco, “Motion Reverse”, realizzato via Shimmering Moods .

Chi si aspetta un lavoro sulla scia delle esplorazioni ambientali che caratterizzavano la pubblicazione  su Eilean Rec. resterà notevolmente spiazzato. Il nuovo capitolo della produzione del compositore norvegese  infatti si sviluppa su coordinate decisamente differenti, rendendo emblematico il titolo scelto. Si tratta infatti di un deciso cambio di rotta il cui contenuto è incentrato su pulsazioni ritmiche ossessive dal forte impatto magnetico, che rimandano in modo evidente al dub e a certa tradizione elettronica nord europea del recente passato.

Si entra per gradi all’interno dell’atmosfera del disco. “Vocal limited”, costruita a partire da un sample vocale, ne rappresenta l’accesso ma senza rivelare pienamente il contenuto del viaggio, che invece diventa palese nelle tracce successive, in cui la ripetitività del ritmo crea una sorta di stato di sospensione costantemente inciso da interferenze rumorose. “Childish tape” arriva come momento di pausa e vede di nuovo l’elemento vocale posto al centro. Dopo “Black hat”, che idealmente chiude la prima parte, il lavoro vira verso soluzioni in cui le atmosfere si dilatano e i suoni assumono maggiore respiro. “Spacecore dust” in particolare ha il sapore di un cielo notturno costellato da luci che ne segnano la mancanza di confini. Torna l’incedere ritmico ipnotico nella successiva “Bright exit”, ma resta la sensazione di apertura del suono che diventa assoluta protagonista nella conclusiva “Dream Logic”.

“Motion reverse” rivela quindi un’ulteriore anima sonora di Finger, capace di sorprendere e di dimostrare che non esiste mai un’unica via per esprimere la propria creatività e che ci conferma le sue capacità di trovare ispirazione in ambiti sempre differenti.

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