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jeremy young & aaron martin “a pulse passes from hand to hand”

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Immaginate il vostro sguardo attratto da un elemento presente nel vostro campo visivo. A partire da questo lentamente l’occhio, sempre fissando la stessa scena, registra ogni dettaglio presente e arriva così ad avere un quadro d’insieme in cui l’elemento di partenza è sempre presente e viene rafforzato dall’interazione con ciò che lo circonda.

I quattro capitoli che compongono “A Pulse Passes from Hand to Hand” hanno uno sviluppo compositivo similare, imperniato su un breve tema suonato al piano, ripetuto in modo costante, sul quale gradualmente si innestano ulteriori strati costituiti da loop di violoncello e chitarra, il tutto tenuto insieme da vaghi ed eterei suoni elettronici che assumono la funzione di collante. Il disco è il frutto della collaborazione a distanza tra Aaron Martin e Jeremy Young , che attraverso un intenso e graduale scambio di nastri hanno dato corpo a questi paesaggi sonori dal sapore fortemente evocativo. Pur mantenendosi inalterata la modalità con cui sono realizzati, i vari brani presentano una propria peculiarità nel loro svolgimento. Se l’iniziale capitolo segue un andamento ad onda, che dopo aver raggiunto il suo apice lentamente si scarnifica per tornare all’iniziale essenzialità del tema, il successivo sfuma rapidamente dopo aver toccato la massima densità dei suoni. Il terzo omonimo movimento vira verso una coralità in cui il tema è ancora presente ma tende ad affievolire il suo peso sul finale, tendenza che si completerà nella conclusiva “Berceaux”.
Un disco meditativo, giocato sulla capacità di intervenire gradualmente nel flusso creativo, alla ricerca di un’immagine complessiva quanto più cromaticamente ricca e dalla capacità di catturare pienamente l’attenzione dell’ascoltatore con le sue atmosfere avvolgenti.

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