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paul beauchamp “pondfire”

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Dare corpo ai ricordi, trasformarli in materia sonora. È questo l’obiettivo che si è prefisso Paul Beauchamp per il suo esordio da solista. Il musicista americano, d’istanza adesso a Torino, è attivo sulla scena musicale sperimentale fin dall’inizio degli anni 90. Lo scorso anno ha pubblicato in solo formato digitale questo suo racconto autobiografico che adesso, grazie a Boring Machines, Old Bicycle Records e Neon Produzioni viene ripubblicato in vinile.

“Pondfire” è ispirato all’infanzia di Beauchamp, al periodo passato nella fattoria del nonno nel North Carolina. L’iniziale “Icicles” con la sua atmosfera notturna sembra partire da un ricordo preciso, dai momenti passati con il fratello accanto al laghetto a bere birra e guardare le stelle. I suoni, originati dall’incontro tra elementi sintetici e acustici, rivelano quasi immediatamente il sapore decisamente spettrale del lavoro, accentuato nella seguente title track attraverso l’uso di loop ossessivi che dilatano il senso del tempo e dello spazio. Il disco prosegue su questo registro, tra momenti meditativi e atmosfere più cupe, fino alla conclusiva “Redbelly”, che con il suono sognante della chitarra acustica ci porta verso atmosfere più luminose lasciando un senso di serenità in chiusura di questo viaggio nella memoria.

Sicuramente un lavoro interessante questo “pondfire”, che ha il suo punto di forza nel connubio tra le manipolazioni elettroniche e i suoni analogici derivati da strumenti atipici e che conferma la netta propensione di Beauchamp per la ricerca e la sperimentazione musicale.

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