SoWhat

gurun gurun “kon b”

Annunci

La prima immagine suggeritami dall’ascolto di “Kon B” è la descrizione della città degli immortali contenuta in un racconto di Jorge Luis Borges, un luogo costruito utilizzando elementi architettonici basilari composti però in modo caotico.

A differenza del senso di rigetto che la decostruzione trasmette al protagonista del racconto, qui nel secondo lavoro della band ceca l’apparente caos di suoni elettro-acustici amalgamati alle manipolazioni elettroniche diventa caratteristica fondamentale capace di risucchiare in un vortice in cui ogni cosa sembra essere assolutamente al posto giusto, anche se non si riesce a recepirne con chiarezza la logica. Per giungere a questa miscela straniante il quartetto si è avvalso della collaborazione di diversi musicisti e soprattutto delle tre voci di Cuushe, Cokiyu, and Miko,  che con la loro presenza confermano prepotentemente l’amore  dei Gurun Gurun per il paese del Sol Levante.

Un magma di suoni, un flusso continuo che passa da brevi accenni melodici a dissonanze improvvise in cui si incastrano le narrazioni flebili e a tratti spettrali delle tre voci. La divisione in brani si scontra con il senso unitario del lavoro che procede inesorabile senza dare sosta a chi ascolta, avvolgendolo in un mondo parallelo in cui nulla è scontato e tutto può accadere.

Annunci