celer “How could you believe me when I said I loved you when you know I’ve been a liar all my life”

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Ripescare nella memoria  luoghi e momenti del passato apre a volte una dimensione nostalgica in cui la bellezza vissuta ritorna prepotentemente, distillata dalla lontananza temporale. A far scoccare la scintilla basta un piccolo particolare, un oggetto che ci riporti lì a quei momenti.

La rielaborazione di quattro vecchi bozzetti per piano elettrico e flauto ha riportato Will Long, prolifico artista americano attualmente residente in Giappone, ai ricordi di un viaggio nel sud-ovest degli USA condiviso con un suo anziano zio. Un flusso etereo, rarefatto, scandito da vaghe pulsazioni, che restituisce in pieno la sensazione di un ricordo lontano, piacevolmente sbiadito che sa però trasmettere immutato il suo fascino. La fragile filigrana di fondo attutita da un vaporoso e caldo alone sintetico hanno la capacità di cullare mantenendoti in uno stato di apparente stasi in cui riaffiorano flebili immagini slegate dalla dinamicità del viaggiare vero e proprio.

È un’intima contemplazione la costante di questo flusso, capace di incastrare nella mente paesaggi lontani a cui malinconicamente tornare.

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