day before us “prélude à l’âme d’élégie”

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Uno sconfinato senso di desolazione, sospeso in un tempo che sembra procedere a rilento, permea i paesaggi dal sapore apocalittico disegnati in “Prélude à l’âme d’élégie”, nuovo lavoro del progetto Day before us , formato alcuni anni fa da Philippe Blache e giunto adesso al quinto disco, pubblicato dalla OPN.

Costituiscono una lenta deriva le otto tracce dell’album, in bilico tra sonorità neoclassiche e oscure atmosfere ambientali, fuse in un insieme cinematico capace di avvolgere e trasportare in un universo in cui regna una profonda malinconia, immediatamente resa palese dopo le prime note di “Lorsque la nuit lasse étreint l’inconnu”. C’è un senso di latente solennità che affiora costante dalle trame di brani come “Ecstasy of the stigmatist” e che si acuisce in “Voyna serdtsa”e “Rise of elegia”, dove alle fragili melodie che emergono dalle tessiture elettroniche si affiancano le parti vocali, veri e propri inserti lirici capaci di accrescere l’enfasi di questo viaggio interiore che si spegne  sull’incedere dolce della conclusiva “La somnambule”, ancora una volta contrassegnata dalla presenza della voce narrante.

È un flusso senza soluzione di continuità quello costruito da “Prélude à l’âme d’élégie”, un percorso fatto di vivide immagini in cui le ombre prevalgono sulla luce.

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