federico albanese “the blue hour”

Federico-albanese-the-blue-hour

In bilico tra il giorno e la notte, avvolte dalla luce tenue che degrada verso il buio, corrono le note del pianoforte di Federico Albanese, musicista milanese trapiantato a Berlino, che in questo inizio di anno pubblica il suo secondo lavoro per la tedesca Neue Meister. “The blue hour” appunto, il momento di transizione dal sole alla luna che ti fa sentire immerso in un limbo senza margini, dimensione in cui si dipanano le composizioni di Albanese, con il pianoforte sempre assoluto protagonista e di volta in volta combinato con malinconiche trame di archi (“Migrants”) o accurati e discreti innesti elettronici (“And we follow the night”, “The boat and the cove”) che sporadicamente giungono a disegnare flebili pulsazioni (“Time has changed”, “Celine”).

È un fluire intenso, al tempo stesso onirico e cinematico, quello scandito dalle tredici tracce di “The blue hour”, il cui muoversi costantemente tra luci e ombre viene efficacemente sintetizzato dai due capitoli di “Shadow land”, una narrazione romantica di stati d’animo in costante divenire.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...