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francesco giannico “erased”

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Vorticoso e instabile, in perenne mutamento come a volersi  costantemente negare e rigenerare. È un flusso accidentato quello tracciato dai quattro capitoli che compongono il nuovo album di Francesco Giannico, vero e proprio lavoro di sperimentazione condivisa in cui il sound artist italiano manipola e rimodula attraverso l’elettronica le trame pianistiche dell’eclettico Thollem McDonas  contaminate da variegati innesti sonori creati da Amy Denio attraverso l’uso della voce, del sassofono e di disparati oggetti.

L’essenza multiforme e cangiante di “Erased” è rintracciabile fin dall’iniziale “Salici piangenti”, la composizione più ambiziosa del disco che con i suoi venti minuti di durata ne occupa i due terzi, costruita su una tessitura cupa e misteriosa dalla quale emerge a sprazzi il suono nervoso e profondo del piano e a cui fanno eco le screziature rumoristiche e il dilatato lamento prodotto dal sassofono. L’intervento di Giannico è un misurato lavoro di cesellatura che indirizza e modella la narrazione su binari emozionali assolutamente coinvolgenti. “Dark clouds” e la conclusiva “Comatose” proseguono sulla stessa linea accentuando la frammentarietà del suono e l’imprevedibilità del suo incedere, intervallate dal minimalismo affascinante delle modulazioni ambientali di “Paraffina”.

Completato da un photobook contenente estratti dal libro “Le Battaglie i Robusti No” di Biagio Lieti, “Erased” costruisce attraverso la fusione di istanze eterogenee un viaggio visionario e complesso, le cui sonorità definiscono un immaginario narrativo vivido ed avvolgente.

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