thomas köner “tiento de la luz”

ThomasKoner_TientoDeLaLuz

Mutevole e sinuoso si  dipana il suono che fluisce dai sei omonimi movimenti che compongono “Tiento de la luz”, secondo atto di una trilogia iniziata con il glaciale “Tiento de las Nieves” e che si concluderà con il successivo “Tiento de la Oscuridad”. Thomas Köner prosegue la sua lunga ricerca focalizzata sulla restituzione emozionale di topografie al tempo stesso fisiche in quanto legate a luoghi geografici reali, ma soprattutto psicologiche, poiché ciò che egli crea è un’astrazione che filtra il dato concreto attraverso la sensorialità legata al suo impatto sulla mente dell’osservatore.

I paesaggi tracciati dall’artista tedesco sono costruiti attraverso l’utilizzo di sonorità elettro acustiche avulse  dalle dinamiche della mera cattura ambientale, che non avrebbe la capacità di definire il processo contemplativo nella sua totalità. Rispetto al precedente “Tiento de las Nieves”, incentrato su un unico strumento e sulla sua intersezione con uno scarno apporto elettronico, in questo nuovo capitolo si amplia la strumentazione utilizzata. La viola da gamba e le percussioni si aggiungono al pianoforte e anche la componente digitale è maggiormente presente conferendo al suono una maggiore densità, pur rimanendo saldo il principio secondo cui la musica è determinata soprattutto dalle pause che la incorniciano, dall’emergere da quel maestoso silenzio nel quale ogni nota e ogni suo riverbero e legame con quella precedente e quella successiva acquisisce tutta la sua forza divenendo sfumatura significante. Si susseguono con straordinaria coerenza e senso di unitarietà le sei composizioni, malgrado disegnino atmosfere in costante divenire capaci di ricreare l’estrema flessibilità e mutabilità dell’elemento a cui sono ispirate. La luce narrata cambia costantemente di intensità e temperatura passando dall’iniziale splendore della traccia d’apertura alle tinte più fosche e rarefatte della parte centrale del disco fino alla frammentazione conclusiva.

È un viaggio atemporale e solenne quello definito da “Tiento de la Luz”, difficile da trasmettere in tutta la sua complessità e sfaccettatura attraverso il solo ausilio delle parole, ma di immenso potere evocativo. Una contemplazione suggestiva, capace di rapire attraverso un totale coinvolgimento, che aggiunge un ulteriore significativo tassello ad una produzione di rara intensità e bellezza.

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