Stella Sultana

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In una remota località di questo mondo, dentro una dimora che apparteneva a un vecchio castello tessuto con i fili della sabbia e del vento, cerca la sua ispirazione, giorno e notte, notte e giorno, un anziano osservatore di stelle dal nome Qābūs.

Era così celebrato il suo nome che, dalla Via della Seta al Corridoio dei Lenzuoli damascati, dalle rotte delle Carrozze finanche agli hangar celesti, in tanti, tra mercanti, elemosinanti e persino re, venivano a chiedergli il beneficio di una profezia.

Birch and meadow – Before I became a wind

Nella grande veglia della pace notturna, però Qābūs non accoglieva nessuno: non poteva permettersi distrazione alcuna per comprender lo sforzo dell’Universo, quel delicato meccanismo segreto della volta siderale, dietro la quale si muovevano i destini delle persone, ma anche degli alberi, degli angeli, del silenzio dei cuori e delle pene dell’anima.

Port St. Willow – Orbit Back, My Garden Home

Nel riposo del lavoro, in quel microcosmo di sale e coralli, nel quale ogni futuro si annunciava poderoso tra le fiamme di carte e vecchie pergamene, Qābūs rifletteva, però, sul grande senso dell’essere al mondo, nella forza del progetto che abbracciava ciascuno di noi e fissava il vuoto che, lancinante, gli si disegnava davanti.

Many Rooms – I’ll Sing My Soul

Quei misteriosi segreti lo conducevano dentro i meandri di storie lontane e vie sconosciute; dalla dimora del castello in unico tratto di cielo punti, punti infiniti e distanti, si univano e suonavano la loro melodia. “Tutto è collegato”, si ripeteva Qābūs, trovandosi per un attimo a comprendere il sistema delle cose e degli affetti che, da lontano, governa il pensiero delle creature umane. Così persi e dispersi, da ritrovarsi sempre soli in compagnia.

The World of Dust – Gospel

E Qābūs pensò che, oltre la volta stellata, nel futuro del mondo, dentro la distanza che lo escludeva dall’avvenire, abitava una ragazza che, in questo momento, fissava il mare.

The White Birch – Love, Lay Me Blind

Pensò che, oltre la ruggine e i fuochi, dall’azzurro di quella crosta lattea, nel mondo che verrà, un uomo al volante sfidava la velocità delle strade di neon e semafori spenti, per chiudere una ferita, e non perdere l’ennesima occasione.

The Silence Set – worry, glory

Pensò che c’erano due ragazzi innamorati, a bordo del transatlantico di una panchina, che si odoravano le bocche e nel tuono di una mano incrociata all’altro, si scambiavano per un frangente la propria idea di eternità.

The Last Morning Soundtrack – Lovers’ Whispers

Pensò che, dopo tutto, oltre lo smog, una prostituta in lacrime abbracciava un poliziotto, e dalla propria camera da letto, un padre aspettava una telefonata. Pensò che alla reception di un albergo, un ragazzo restava sveglio guardando le cronache di un telegiornale e che quell’ultimo venditore di caramelle si era arreso ai fumi di un kebab. Era il mondo che si congelava davanti le palpebre delle stelle, quando la notte si rendeva fonda e profonda.

The Kindling – Television Static Dreams

Poco prima dell’Alba, nella condensa fredda con cui il mattino si stava travestendo nel rifugio del suo camerino bluastro, Qābūs aveva così messo a posto le stelle nel suo cassetto e si accingeva alla consueta sintesi manuale dell’Universo, da cui ricavava risposte e prodigi.

talons’ – Growing Up (pt​.​1)

Ma mentre tutto andava delicatamente declinando e il sapore della notte aveva già scollinato da qualche parte, Qābūs lo percepiva ancora quel sentimento della gente e lo sentivo addosso, come se gli fosse accanto. Respirava quell’odore di corsa di macchina impazzita tra i quartieri, quella scintilla di cerchio disegnato dalle mani intrecciate. Lo smog, la tappezzeria umana della solitudine: ogni vicolo cieco di quella popolazione in attesa di una risposta dall’alto. E mentre tutto questo scompariva e riappariva, come un ricordo, Qābūs lo percepiva ancora su di sé lo sguardo di quella ragazza che fissava il mare, e senza saperlo, sorridendo, fissava nel mondo anche lui.

Yui Onodera & Vadim Bondarenko – Cloudscape 8

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