twincities “…plays the brown mountain lights”

Artwork twincities 2

Dolce e rassicurante come un risveglio primaverile segnato dal disgelo che riporta al suo abituale splendore una natura in letargo. È questa la sensazione che si irradia dal nuovo lavoro di Twincities aka Fletcher Mcdermott, pubblicato dalla belga Dauw, come sempre su cassetta.

Le otto istantanee che compongono “.​.​.​plays the brown mountain lights” costruiscono una delicata narrazione di suoni elettroacustici declinata all’insegna di un fragile impressionismo in bilico tra il persistente freddo di un inverno ormai al termine e le calde e morbide aperture della nuova stagione. Le melodie emergono lievi da granulose trame, dischiudendo luminosi bozzetti da un fondale vagamente ruvido, ricco di screziature, che virano verso un afflato maggiormente romantico quando incontrano le preziose tessiture del violoncello di Aaron Martin (“The story of the world unbinding”, “Good black spring”, “Great northern”). Solamente a tratti predominano atmosfere più oscure in cui la componente melodica resta in secondo piano ( “January 25th”) o come in “Morning stars will sing together” pressoché assente, malgrado la presenza in filigrana del suono del violoncello nella parte conclusiva del brano.

È un disco aurorale, in sospeso tra la deriva onirica di una notte al termine e la contemplazione della bellezza di un giorno che nasce.

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