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sōzuproject “spleen”

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Si espande denso e senza soluzione di continuità il suono di “Spleen”, nuovo lavoro firmato da Paolo Mascolini sotto l’abituale pseudonimo Sōzuproject. Sette istantanee ispirate dal concetto di creatività nata dal disagio esistenziale, tanto caro agli artisti decadenti, costruite attraverso attente modulazioni sintetiche in bilico tra momenti di maggiore tensione e ariose aperture verso atmosfere più calde ed eteree. Questa duplicità permea tutto il fluire di un disco ricco di sfumature e soluzioni che riesce però a suonare coerente fino in fondo.

Si comincia dalle trame accidentate e spigolose di “pas encore” ricche di interferenze che suonano come tribolazioni in crescendo che lentamente costruiscono un vortice sonoro inarrestabile dal quale farsi trascinare fino alla sua finale dissoluzione. La medesima capacità avvolgente ricorre in “indéfini “ e nelle sue evanescenti armonie, cariche di un senso di attesa insoluto che si estingue totalmente nelle morbidi fluttuazioni dell’amniotica “placebo”, il cui afflato meditativo ricompare nel sinuoso andamento cullante striato di frammenti stridenti di “revenants” e nella accecante luminosità del fondale di “marée”, percorso da una flebile scansione ritmica che emerge in filigrana. Nell’ipnotica e aspra “chauves-souris”, senza dubbio la traccia più ostica del lotto, caratterizzata da costanti screziature e interferenze, tornano atmosfere più oscure e inospitali che trovano l’apice nella granulosa e ruvida tessitura della conclusiva “corbillard”, dominata da un senso di glaciale resa ad una totalizzante e malinconica stasi.

Mascolini ha senza dubbio realizzato un disco ambizioso e ben strutturato, capace di dare consistenza sonora a sensazioni profonde attraverso un percorso intimo e intrigante fatto di paesaggi emozionali  coinvolgenti e cangianti, restituendo così il senso di precarietà che contraddistingue lo spleen baudelairiano a cui apertamente rimanda.

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