daniel k. böhm “carrier”

cover

Un microcosmo colorato e in costante trasformazione è quello costruito da Daniel K. Böhm nel suo debutto discografico, punto 95 della sempre più variegata mappa costruita dalla francese Eilean.

Suoni organici provenienti da fonti eterogenee, melodie acustiche e modulazioni sintetiche  si incontrano, ma ancor più spesso si scontrano creando brevi peregrinazioni sghembe all’insegna di una persistente atmosfera surreale. Si susseguono così con ritmo incalzante piccole nenie ipnotiche (“Ukearp”, “Signal”, “Estuke”), brevi melodie che sembrano derivare da vecchi carillon (“Componium orbit”, “Wind up”) e trame elettroniche che procedono come filastrocche giocose (“Critter”) o decisamente più claustrofobiche (“Mangrove”). Le modulazioni spesso accentuano il loro carattere obliquo fondendosi con fondali più ruvidi (“Nebexosjam”) o virando verso sonorità più stridenti ( “Blu uke”,“Wormhole”), trovando in alcuni casi una maggiore strutturazione e densità (“Daytrips”, “Epinite ali”).

È un ambience decisamente atipica e fuori dagli schemi quella che emerge da “Carrier” e sicuramente è in questo suo particolare estro che bisogna rintracciarne la forza espressiva.

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One thought on “daniel k. böhm “carrier”

  1. Pingback: various artists “eilean [45]” – SoWhat

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