“La descrizione di un attimo”

a cura di L’attimo fuggente

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Il belga Thomas Jean Henri si faceva chiamare “Soy Un Caballo”. Adesso è “Cabane” e ha inciso questa splendida canzone con François Marry di François And The Atlas Mountains e Kate Stables di This Is The Kit.
Cabane (featuring François Marry and Kate Stables) – Là, Sous Le Vent

 

L’artista di Norwich che si nasconde dietro questo nome è eclettico e un po’ folle. Hometown Rage è un’incredibile piccola gemma che parla di rabbia e di crescita ed è l’equivalente musicale di guardare una vecchia fotografia.
Birds Of Hell – Hometown Rage

 

Kael Smith, in arte Mute Forest, rende omaggio al grande e misconosciuto Nick Talbot (Gravenhurst), a un anno dalla sua prematura scomparsa, con una cover personalissima ma rispettosa.
Mute Forest – The Diver (Gravenhurst cover)

 

I Modern Studies sono Emily Scott, il vecchio amico dell’Attimo Rob St John, Pete Harvey e Joe Smillie. Il loro album d’esordio uscirà tra qualche mese, ma ci è bastata una canzone per innamorarci perdutamente.
Modern Studies – Ten White Horses

 

The Cosmic Array sono i gallesi Paul Battenbough (No Thee No Ess, King Of Despair) e Huw Rees (Rag Foundation, King Of Despair) cui, nel nuovo lavoro che uscirà a breve si è unita Abby Sohn, un’americana che vive da tempo nel sud del Galles. Il primo risultato è questa delicatissima ballata dall’atmosfera tenera e crepuscolare.
The Cosmic Array – Dear Ones

 

Gli svedesi Solander sono in giro da parecchio, ma questo loro inaspettato ritorno, con la rielaborazione del brano che chiudeva il loro primo album, arricchita dalle voci di Charlotta Perers a.k.a Big Fox (già ospite dell’Attimo) e Susanna Carlsson è uno dei loro vertici.
Solander – Huckleberry Finn Pt.2

 

Gli svedesi Crying Day Care Choir sono passati a suonare all’Attimo portando una ventata di freschezza ed entusiasmo che assaporiamo raramente. Il loro nuovo singolo è chiaramente influenzato dalla gioia e dallo stupore che porta diventare genitori.
Crying Day Care Choir – Wonderlust

 

La musica di L.A. Foster, in arte Curlicues, arriva da Bristol in punta di piedi, timida ed elegante e ci ha ammaliato da subito per la sua peculiare e schiva bellezza.
Curlicues – Joy Is A Lucid Sea

 

Il 2016 vedrà l’uscita dell’album d’esordio di questo artista canadese che abbiamo scoperto grazie a una ballata che, una volta ascoltata, non si dimenticherà facilmente.
A. Dyjecinski – I’m The Woods

 

L’esordio di questi giovanissimi inglesi contiene alcune perle. Myriad lo è: suona come una giornata passata davanti al camino, mentre fuori piove.
Mortal Tides – Myriad

 

Il nome gaelico di questo duo scozzese vuol dire “L’erica viola della luna di Giove”. La perplessità per il nome è spazzata via dalla grazia ultraterrena di questa ninna nanna.
Elara Caluna – Sweet William

 

Jordan Lee sarebbe famoso se il mondo fosse un mondo migliore. Ma non è detto che non lo diventi (Jordan famoso, non il mondo migliore). Per tutti i sognatori perduti.
Mutual Benefit – Lost Dreamers

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