guy gelem “entirety”

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È una lenta deriva creata da dense stratificazioni in crescendo di suoni elettroacustici imperniati intorno alle eleganti linee di violoncello quella che fluisce da “Entirety”. Il disco, pubblicato dalla label inglese Whitelabrecs, sancisce  una sorta di riscoperta delle origini da parte di Guy Gelem, talentuso musicista israeliano incline alle ricerca di nuove sonorità da estrapolare dal suo strumento.

C’è un’aura di persistente malinconia che informa le sette composizioni dell’album, ricche di echi orientali che emergono attraverso le fluttuazioni sognanti e dilatate di brani come “Letters”e “Control”, ma anche dall’incedere deciso di “Glow”, segnata da loop ipnotici sui quali si stagliano i fluidi fraseggi di violoncello in un’atmosfera di misteriosa tensione. Questa sensazione si ritrova anche in “Shore” la cui melodia arabeggiante vira verso una rarefatta sospensione che diventa quasi assoluta in “A view”. Posta al centro come una sorta di spartiacque si trova “The secret”, con le sue soffuse modulazioni che accompagnano il pizzicato delle corde disegnando il momento di maggiore quiete del viaggio, che si chiude sulle ariose e sofferte trame della conclusiva “Parallels”, che ancora una volta ci conducono verso la terra di origine di Gelem, suggellando un legame rinnovato tra il presente ed il passato di un artista maturo e consapevole.

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