western skies motel “settlers”

cover

Un suono malinconico e meditativo, capace di trasportare in un tempo passato ed dal sapore polveroso e sconfinato dell’ovest americano. È questa l’atmosfera verso cui proietta “Settlers”, nuovo lavoro di René Gonzàlez Schelbeck  aka Western Skies Motel pubblicato da Lost Tribe Sound, che segna un ritorno ad una dimensione  acustica più schiva e morbida che almeno in parte si distacca dalle ruvide trame del precedente “Buried and Resurfaced”.

Il suono della chitarra è senza dubbio l’elemento centrale del disco, declinato con fragili trame contemplative (“Falling leaves”, “As the flames rose”) o attraverso un picking dolcemente torrenziale (“Us”,  “Garden”, “Whirl”), che in alcuni casi si smaterializza in code caratterizzate da una progressione di fondali ambientali accecanti (“Two worlds”, “Transformation”). La propensione di Gonzàlez Schelbeck  verso suoni più dilatati e soffusi, che virano verso un ambience eterea,  resta comunque decisamente in secondo piano emergendo totalmente soltanto in alcuni sprazzi (“Whelm”,  “After a storm”) che comunque confermano la duplicità del suo approccio compositivo.

È un viaggio avvolgente quello definito dalle dieci tracce di “Settlers”, venato di una sottile vena romantica, a cui abbandonarsi ad occhi chiusi lasciandosi trasportare dal vecchio continente fino alle aride terre dell’estremo ovest.

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