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sparkle in grey “brahim izdag”

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L’essere costantemente in divenire, alla ricerca di una forma mutevole e sfuggente a qualsiasi etichetta è un tratto distintivo che accompagna il progetto Sparkle in Grey fin dal suo esordio. Il nuovo capitolo, “Brahim Izdag” non fa eccezione e si presenta come una stupefacente Babele musicale ricca di rimandi e riferimenti che giungono da luoghi e culture quanto più diversificate a costruire un caleidoscopio di suoni e atmosfere irresistibilmente trascinante.

Il risultato di questo processo di contaminazione è quindi un universo musicale in cui si fondono costantemente istanze eterogenee  in un equilibrio nuovo e tutt’altro che scontato. Si passa così dagli echi sudamericani di “Samba lombarda”, intrecciati ai riff ruvidi della chitarra elettrica e alle ritmiche incalzanti della batteria,  alle cadenze dub dei due capitoli di “Iurop is a madness”, dall’incontro tra mediterraneo e mitteleuropa del triittico “Gobbastan” a quello tra tradizione irlandese e attitudine punk di “Grey riot”. A tratti le influenze lontane diventano predominanti come nel caso della nostalgica elegia di “Tripoli” e della tradizionale ballata ucraina di “Minka minka”, intervallate dalle trame in bilico tra ambient e free jazz di “Song for Clair Patterson”. Posta in chiusura, la title track, dedicata a tutti coloro che si spendono con abnegazione nel rincorrere i propri obiettivi, condensa attraverso i suoi tre movimenti  tutte le atmosfere che percorrono questo accattivante viaggio sonoro.

L’unica nota negativa è rappresentata dal fatto che “Brahim Izdag” rappresenta l’ultimo capitolo della collaborazione tra la band e la Old Bicycle Records, preziosa label che in questi anni ha saputo proporci tantissime produzioni interessanti e che aveva esordito nel 2011 pubblicando proprio “Mexico” degli Sparkle in Grey.

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