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m. ostermeier “tiny birds”

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Un delicato senso di sospensione permea il fluire vaporoso di “Tiny birds”, il nuovo lavoro di Marc Ostermeier,  una raccolta di essenziali miniature costruite a partire da minimali melodie pianistiche immerse in un fondale di fragili screziature organiche e misurati innesti di riprese ambientali.

Le tredici tracce sono brevi bozzetti caratterizzati da uno scarno incastro di note accuratamente scelte, che sembrano voler mantenere una propria autonomia legandosi attraverso il riverbero del suono e amalgamandosi  con l’ausilio delle pause e delle modulazioni aggiunte in filigrana, che costruiscono un prezioso sovrapporsi di flebili strati. In “Glide” e “Of a feather” l’accurato lavoro del musicista americano è impreziosito dalle eleganti rifiniture del violino di Christoph Berg (Fiel Rotation), capace di cogliere e ampliare l’atmosfera meditativa del disco. Nella parte centrale dell’album troviamo invece i due brani che presentano una variazione più marcata rispetto al tono generale del lavoro, l’uno (“Flutter”) attraverso la sua struttura più complessa, l’altro (“Flying South”)  per la maggiore fluidità della melodia.

Emozionante e contemplativo, attentamente misurato nel ritmo del suo fluire, “Tiny birds” è capace di rapire attraverso la sua apparente semplicità, portando a scoprire lentamente la ricchezza di sfumature che ne rappresenta il valore aggiunto.

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