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giulio aldinucci / moon ra “mutus liber”

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Ermetico e misterioso come la materia a cui si ispira, lo split condiviso da Giulio Aldinucci e Marie e Le Rose, qui sotto lo pseudonimo Moon Ra, riflette appieno lo spirito del libro da cui trae il titolo, interpretandolo secondo modalità differenti capaci di virare verso un’atmosfera comune.

Eterogenea e fluida, la narrazione di Aldinucci si muove tra momenti diversi che sembrano voler riflettere il punto di vista dell’alchimista alle prese con le sue indagini. “Ascension” ci trasporta immediatamente all’interno del processo di trasformazione con il frenetico rimbalzare di frammenti di suono che rimanda al possibile rumore di particelle di materia in costante collisione contro un alambicco di rame, trovando nel finale un’inaspettate apertura melodica che ne sancisce la conclusione.  Più denso e granuloso il flusso in “Vocal prism”, incentrata sul crescendo di interferenze che raggiungono gradualmente frequenze sempre più alte fino alla disgregazione, che dopo il meditativo e oscuro intermezzo di “Loop” conduce alla luminosa e flebilmente ruvida stasi della chiusura di “Cloud after cloud”.

Il percorso sonoro scelto da Moon Ra, che deriva da una registrazione live catturata a Londra nel 2014, è certamente più coeso e avvolgente. La sound artist sceglie di strutturare le sue trame seguendo i tre stadi fondamentali del processo alchemico. Stridenti intrecci di suoni derivanti da fonti diverse ed in costante mutamento segnano dapprima i due oscuri capitoli di “Nigredo”, fase della dissoluzione, per poi riversarsi nella vorticosa e caotica spirale ascendente della purificazione descritta in “Albedo” e confluire nel momento della ricomposizione della conclusiva “Rubedo”. Il punto di vista scelto appare essere quello interno al processo stesso, il racconto delle tensioni che attraversano la materia durante le fasi segnate dall’incremento del calore.

È certamente un lavoro dall’approccio tutt’altro che immediato, che richiede diversi ascolti per essere apprezzato e recepito nella sua complessità, ma capace di dischiudere un immaginario potente e totalizzante.

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