damian valles “strand”

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Si arricchisce di un nuovo capitolo il percorso all’insegna di modulazioni ambientali oscure e fredde del polistrumentista Damian Valles, ancora una volta pubblicato come il precedente “Exposure” dalla francese Voxxov Records .

Un lento fluire claustrofobico ed abrasivo fatto di suoni destrutturati ,rumori industriali e persistenti brusii elettrici, il tutto immerso in un magma di droni pesanti come un cielo minaccioso caratterizza l’avvicendarsi delle nove tracce che compongono “Strand”.  Il dominante fondale compatto ed impenetrabile viene costantemente intaccato da frammenti granulosi (“Elipse”, “Shift work”) o da trame di riverberi sghembi che accentuano l’atmosfera paranoica del lavoro(“Stem”, “refine motor”), che trova negli echi ancestrali di una marcata componente ritmica il suo momento più dinamico e meno destabilizzante (“Wrought”). Il viaggio continua inarrestabile fino alla conclusiva “Clay body / salt body”, che con la sua struttura caotica segna il punto di arrivo di questa peregrinazione allucinata e ipnotica.

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