speck “antiheart”

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Una lunga sinfonia in quattro movimenti, un’ode alla solitudine romanticamente contemplativa. Il punto 57 sulla sempre più ampia mappa della eilean rec., affidato all’artista siberiano Nikita Bondarev  e firmato sotto lo pseudonimo Speck, ci trasporta in un territorio in cui a predominare è un senso di vastità  in cui immergersi  e perdersi.

“Antiheart” ha un fluire sognante ed armonioso, fatto di ariose ed eteree modulazioni sintetiche combinate con fragili melodie pianistiche che a tratti emergono con maggiore forza (“Tremor”) o restano intrecciate a flebili echi di suoni organici che aggiungono un velo di nostalgica ruvidezza  (“Antiheart”). L’incedere si trasforma a volte in un quieto indugiare suggerito dall’ipnotico riavvolgersi delle trame elettroacustiche (“Foretime”, “Eraser”), aumentando ancor di più la sensazione di vivere al di fuori del tempo in un’ideale paesaggio emozionale segnato da una linea d’orizzonte infinitamente distante ed evanescente.

È un viaggio meditativo quello costruito da Bondarev, un percorso sonoro sul quale adagiarsi senza la paura di perdersi.

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One thought on “speck “antiheart”

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