gareth davis “filament”

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Arriva al suo tredicesimo capitolo la produzione curata da Slaapwel Records, piccola label che si è prefissa come scopo quello di raccogliere sinfonie capaci di condurre dalla veglia al sonno. A dare il suo contributo questa volta è il clarinettista Gareth Davis che con i trentacinque minuti di “Filament” si inserisce perfettamente nelle atmosfere che contraddistinguono il progetto.

È una lenta deriva  dai toni oscuri ma confortevoli quella costruita da Davis, un denso mare di dilatate tessiture elettroniche dalle quali emerge dolente e sognante il suono del clarinetto. Un moto vagamente ondoso che si dipana in un buio avvolgente e caldo in cui l’immaginazione è libera di perdersi sentendo di essere sempre al sicuro, sospesa tra ciò che è reale e ciò che è pura immaginazione.

Una peregrinazione onirica, al tempo stesso rassicurante ed intrisa di un vago senso di inquietudine, un luogo nel quale lasciarsi andare cullati dalla sapiente fusione di suoni derivanti da fonti diverse e proiettati nella medesima direzione.

Da ascoltare rigorosamente ad occhi chiusi.

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