the eight “missing parts”

cover

Meditativi scorci disegnati attraverso l’uso della chitarra, effetti e manipolazioni a conferire sfumature e chiaroscuri. I suoni dipinti da Max Dankevich sotto lo pseudonimo The Eight danno vita ad un immaginario quieto in cui si perdono lentamente i limiti. “Missing parts”, pubblicato da Hidden Vibes, ci conduce lungo un viaggio fatto di loop ipnotici che accolgono linee melodiche semplici che si espandono e si arricchiscono attraverso la loro costante rimodulazione.

Le atmosfere costruite dal musicista ucraino, pur mantenendosi unitarie e simili nella struttura, trovano declinazioni cangianti passando dall’ incedere  ossessivo di “moom”, “anaa” e “sass” alle aperture dal fluire più morbido e quieto di “svi” e “pooli”, fino alle vaporose ed eteree trame di “gaal”. Più sostenuta e narrativa, dal ritmo decisamente più serrato, “saabi” rappresenta  il capitolo più interessante e per certi versi più elaborato del disco, in cui le tessiture di Dankevich assumono appieno valenza cinematica assecondando la sua attività primaria di sceneggiatore e produttore cinematografico.

Una peregrinazione lenta, colonna sonora ideale per un giorno grigio osservato attraverso i vetri di una finestra che da su un paesaggio sconfinato.

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