swoon “paint”

cover

Ricostruire attraverso i suoni le sensazioni legate a dieci diversi dipinti è il punto di partenza da cui si muove “Paint”. Marc Neys aka Swoon declina questo suo intento attraverso l’utilizzo di tessiture elettroacustiche che gradualmente riescono a definire le tele scelte proiettandoci all’interno delle impressioni che rimandano a chi le osserva.

Modulazioni sintetiche e linee melodiche si dipanano con scelta accurata per portarci nell’immaginario dei vari autori in modo avvolgente e coinvolgente. In “Composition 10 in black and white (1915)” l’opera di Mondrian, ispirata ad una veduta naturalistica riproposta totalmente astratta, viene definita attraverso misurati innesti ambientali che sfumano in un placido fluire in un mare di accecante luce che rimanda alla sintesi tra gli elementi catturati dall’artista. A tracciare la via troviamo spesso il suono essenziale del pianoforte, le cui rade note più volte vengono cesellate e definite dalle pause che le incorniciano, come nel caso di “Vergessen (2007)” e “Sniper (2009)” o semplicemente ripercorrono le larghe pennellate colorate di De Vlaminck in “Village Rueil (1912)”. Le atmosfere mutano costantemente seguendo la scansione dei quadri, passando dalle ruvide e oscure trame che descrivono “Black on Maroon (1958)” di Rothko alla misteriosa sospensione dell’algida “Nuremberg (1982)” di Kiefer, dall’inesorabile pathos delle note profonde che accompagnano “El Perro (1819)” di Goya fino all’inesorabile ed evocativa tensione di “De val der opstandige engelen (1562)” di Bruegel  il Vecchio che chiudono questo affascinante percorso audio-visivo nel mondo dell’arte.

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