elya “glaciers”

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Un viaggio eterogeneo attraverso territori differenti dislocati in punti distanti dislocati sul globo. Suoni  e atmosfere riflettono alla perfezione l’origine variegata del nuovo lavoro di Elia Casu sotto lo pseudonimo ELYA, pubblicato dalla italiana La bèl netlabel, nato in seguito  ad un anno trascorso tra Sardegna, Perù e Istanbul.

Il talentuoso chitarrista e sperimentatore sardo costruisce attraverso i sei capitoli di “Glaciers” un’ideale peregrinazione tra atmosfere e umori differenti declinati attraverso coordinate elettrofolk, predominanti  nella prima metà del lavoro, e tessiture ambientali maggiormente rarefatte nella sua parte conclusiva. Tracce più evidenti della formazione jazz di Casu permangono soltanto nelle morbide melodie dell’iniziale “Chinese calendar”, cadenzate da pulsazioni ritmiche marcate che caratterizzano anche i due brani successivi, “Istasi” e “Glaciers”, due piccole gemme di folktronica dall’incedere leggere e vagamente ludico.

Da qui in poi il tono varia con decisione spostandosi verso modulazioni dilatate e meditative che in “Cordillera blanca” si sviluppano su un fondale più oscuro fatto di un suono persistente e distorto che accoglie granulose e rade schegge di chitarra, mentre in “Pastoruri” diventano modulazioni eteree e sognanti. “Changing immobility” chiude il viaggio con il suo riverberante e irrisolto senso di attesa, ideale spiraglio da cui pianificare nuove partenze.

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