miguel isaza “soliloquio”

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Una esplorazione dai toni crepuscolari che conduce alla scoperta di angoli silenti della città. Il luogo è Medellin e a condurci è Miguel Isaza.

“Soliloquio”, pubblicato dalla giapponese White Paddy Mountain di Chihei Hatakeyama, suona come una peregrinazione intimista e notturna costruita a partire da riprese ambientali catturate in differenti luoghi della città, a cui si sommano suoni concreti derivati da oggetti trovati. Su questo fondale denso e dilatato emergono in filigrana tenui linee melodiche disegnate da una vecchia tastiera Yamaha. Ciò che ne deriva sono dilatati movimenti dall’atmosfera notturna e dall’incedere morbido, declinati secondo trame granulose ricche di screziature (“Aleph”, “Anātman”) oppure maggiormente  vaporose e rarefatte (“Arboleda”, “Evanescencia”), in ogni caso dense di sfumature e dettagli sonori che si svelano gradualmente ad ogni ulteriore ascolto.

È un lavoro di fine cesellatura quello che il compositore colombiano conduce per accostare ed incastrare tutti i pezzi che costituiscono questo soffuso dialogo tra suoni e possibili immagini di un luogo che emana attraverso di essi tutto il suo fascino.

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