å asher-yates “mothers garden”

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Bozzetti meditativi e sognanti, una peregrinazione fisica e mentale alla ricerca di se stessi. È questa l’atmosfera che prevale nei quattordici brani che costituiscono l’esordio discografico di Anthony Asher-Yates pubblicato da Shimmering Moods.

Sono tracce costruite attorno a morbide linee melodiche di chitarra che si compenetrano con fragili tessiture sintetiche (“trails”, “alba”) o essenziali innesti ambientali (“gathering”, “children of may”) narrando un mondo di sensazioni legate al tema del viaggio e alle esperienze ad esso connesse. A tratti tutto si riduce a breve frammento, a schizzo capace di condensare di il portato emozionale di un momento estemporaneo (“spring”, “(night walk)”,” bloom flower”). L’elemento vocale declinato come eterea presenza che emerge sporadicamente conferisce un sapore vagamente spettrale alle composizioni (“(Rain)”, “breeze in the sun”, “song bird sounds”).

Disco da godere in solitudine, “Mothers garden” è un ottimo accompagnamento per personali derive sognanti.

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