meanwhile.in.texas “mirror movements”

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Nessuna catarsi, nessuna via di fuga. È un muro di suoni claustrofobici e abrasivi quello che mantiene costante il totale isolamento dettato dalle furiose e vorticose trame di “Mirror Movements”, nuovo lavoro firmato da Angelo Guido sotto l’abituale pseudonimo meanwhile.in.texas, pubblicato su nastro dalla spagnola Craneal Fracture Records.

Siamo distanti dalle calde e dilatate distese droniche di “Take Black Pills”. Il fragoroso turbine che lentamente si sviluppa dalle oscure e minacciose premesse di  “Blindness” fino a diventare densa materia impenetrabile in cui frequenze scabrose e frammenti vocali si fondono, si ripercuote nella prima metà di “The Swan” sciogliendosi parzialmente soltanto nella parte terminale del disco. Qui il flusso in primo piano sembra distendersi, ma la componente ruvida che continua ad aleggiare sul fondale riemergendo a tratti nitida e stridente trasmette, piuttosto che un affrancamento  dall’iniziale furore, un senso di dolente resa che continua a riverberare senza realmente spegnersi.

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