moss covered technology “speicherbank”

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Si muove in bilico tra libere trame vaporose e pulsazioni marcate il ritorno di Greg Baird sulla mappa della Eilean che sancisce  l’esordire della sigla Moss Covered Technology. Un viaggio attraverso territori affascinanti disegnati con l’ausilio di morbide modulazioni sintetiche dall’atmosfera sognante.

Nel susseguirsi delle tredici tracce c’è una piacevole alternanza di luci ed ombre che definisce un costante passaggio di stato tra attimi più ariosi e solari a meditazioni più cupe. Si passa così da tessiture più crepuscolari che emergono da una sottile grana di fondo (“Midsleep”, “Sunmachines”) a linee melodiche più dilatate e luminose scandite da battiti lievi in secondo piano (“Remembered”, “Homeward shine”), da progressioni ritmiche più definite ed incalzanti (“Story, story”, “Last door on the left”) ad aperture dense ricche di persistenze la cui dimensione ambientale diventa preponderante (“Case II”, “Susa”).

Ne deriva un flusso altalenante ma armonioso che fa di “Speicherbank” un percorso confortevole e sfaccettato privo di eccessi.

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One thought on “moss covered technology “speicherbank”

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