giovanni sollima / [electronics: naiupoche] “sonate di terra e di mare”

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Un sentito omaggio alla propria terra, una raccolta di racconti che ne disegnano il profilo molteplice e contraddittorio. A scriverli troviamo cinque giovani compositori palermitani, alcuni dei quali contribuiscono altresì all’interpretazione dei affidata  alla maestria e al genio musicale di Giovanni Sollima. Il violoncellista, che definisce “Sonate di terra e di mare” un atto d’amore per la sua terra d’origine, aveva avviato circa dieci anni fa una proficua collaborazione con gli autori coinvolti, sinergia che si tramuta adesso in una preziosa pubblicazione curata da Almendra Music, giovane casa di produzione ed etichetta discografica palermitana in costante crescita.

Dall’incontro e fusione del virtuosismo di Sollima e la freschezza creativa di Giacomo Cuticchio, Marcello Bonanno, Pietro Bonanno, Giovanni Giannone e Gianluca Cangemi nascono cinque vivide istantanee di grande impatto capaci di interpretare le atmosfere tipiche dell’isola attraverso personali suggestioni  ed interpretazioni. Si passa così dall’allegro dialogo carico di rimandi alla tradizione tra il piano di Cuticchio e il violoncello della iniziale “Scherzo” al pathos e alla tensione sacra di “Variationes super Ave Maris Stella”, dalle trame intense e venate di drammaticità dell’enfatico e fitto scambio ancora tra pianoforte (questa volta suonato da Pietro Bonanno) e lo strumento di Sollima di “ Vag Mut Al Nua” alla struttura articolata e imprevedibile della conclusiva “Sonata cangiante” ancora una volta incentrata sull’incontro tra i due strumenti. Ad intervallare i vari capitoli troviamo quattro miniature sintetiche, apertamente ispirate alle calviniane città invisibili (da cui nomi mutuano i titoli), cesellate da Luca Rinaudo a.k.a Naiupoche, le cui trame in bilico tra persistenze oscure e granulose (“BAUCI”, “CECILIA”) e progressioni leggere e pulsanti (“ARMILLA”, “OTTAVIA”) costituiscono un efficace contrappunto alla dimensione acustica del lavoro.

Un viaggio eterogeneo quindi, ricco di sfumature e soluzioni differenti che trovano tratto comune nella loro intensità e nell’estro che ne emerge.

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