k’an “babel”

kan_babel

Incostante e non lineare, in grado di sorprendere e spiazzare con i suoi cambi repentini che non danno punti di appiglio a cui aggrapparsi. La seconda prova sulla lunga distanza del progetto K’an di Paolo Bellipanni, pubblicato dall’americana Time Released Sound, riflette pienamente attraverso la sua struttura e quella delle sue singole tracce il senso di convulso e smarrimento suggerito dal concept dichiarato fin dal suo titolo.

Lo scontro incessante tra armoniose e sognanti miniature melodiche e l’universo fremente fatto di frammenti abrasivi e ruvide tessiture ambientali  genera una persistente tensione carica di fatale mistero. Elegiache ed essenziali trame pianistiche si diluiscono senza soluzione di continuità in siderali tempeste di frequenze fragorose (“Alphabet”) o in stratificazioni granulose (“Once was spoken”) piuttosto che emergere in filigrana attraverso dense modulazioni  (“Confusion of tongues”, “Vessel, phoneme”) a tratti scandite da serrate ed oblique pulsazioni (“Immure”, “Her fractals”). Quando l’incedere diviene più incostante nell’alternanza tra morbide risonanze chitarristiche, ritmiche marcate e violenti squarci sintetici il flusso si incanala verso vortici ancor più caotici ed instabili (“Inversion of Mouth I”, “Inversion of Mouth II”).

Risiede in questa compresenza piena di violento attrito la peculiarità di “Babel”, affascinante immersione in scenari complessi che ci consegnano un nuovo talento da seguire con attenzione.

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