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roberto attanasio “abyss”

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Sussurrate narrazioni notturne che scorrono via lievi imprimendosi con forza nella mente.  A breve distanza dal suo disco d’esordio, assecondando una vena creativa evidentemente fertile ed impellente, Roberto Attanasio pubblica il suo secondo lavoro, ancora una volta per la 1631 Recordings.

Le otto tracce che strutturano “Abyss” continuano a muoversi lungo i binari di quel pianismo essenziale carico di emozioni  definito con forza dal musicista romano in “Another past” e che qui in parte si affranca dall’affascinante contributo dei suoni meccanici prodotti dallo strumento durante l’esecuzione.  Un suono meno polveroso e contaminato, ma capace di catturare sensazioni con la stessa vividezza ed enfasi, sia quando fluisce in trame leggere e risonanti (“Breath”, “Back”), che quando vira verso malinconiche fughe dall’afflato sognate (“Round”, “Escape”). C’è un’immediatezza disarmante nelle composizioni  a cui risulta impossibile sfuggire, una sincerità e mancanza di filtro che avvolgendo costringe a tenere gli occhi chiusi per poter liberamente dare forma alla melodia.

È un percorso artistico ancora agli inizi quello di Attanasio, ma già contenente due tappe preziose che disegnano un tracciato coerente in lenta evoluzione.

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