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daniel w j mackenzie “every time feels like the last time”

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Paesaggi emozionali avvolgenti ai quali abbandonarsi galleggiando in una dimensione al tempo stesso onirica e consistente. Archiviato l’abituale riepilogo annuale, la eilean rec inizia il 2017 con la sua prima pubblicazione, punto 91 sulla sua affascinante mappa affidato a Daniel W J Mackenzie.

Il quinto lavoro a proprio nome dell’artista inglese è una raccolta di tredici capitoli di grande valenza cinematica costruiti attraverso un armonico equilibrio di melodie acustiche e modulazioni sintetiche ricche di riprese ambientali catturate in luoghi differenti e distanti. Le linee di pianoforte profonde ed elegiache, il cui portato malinconico è ampliato dalle trame del violoncello di Ecka Rose Mordecai, si snodano in tessiture che costruiscono miniature essenziali e screziate (“From a forgotten room”, “Coin miniature”, “Half a day”) o narrazioni più tese diluite in fondali elettronici (“Unser blauer morgen”, “Smokey quartz and our skin”). A tratti il flusso diventa più ruvido ed oscuro (“Blut und boden”, “Varnes”) sempre però permeato da un’emozionalità preminente che è il filo conduttore di questa nuova affascinante tappa dell’avvincente progetto ideato dalla label francese.

Chiudete gli occhi e lasciate lentamente apparire le immagini.

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