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nathan shubert “folds”

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Sussurrate confessioni al pianoforte declinate con semplice spontaneità. Dopo aver passato molti anni a suonare come comprimario Nathan Shubert approda al suo debutto solista pubblicando un disco che raccoglie undici bozzetti intimisti dall’afflato evocativo e cinematico.

Non c’è spazio per virtuosismi tecnici, le melodie giungono dirette, ricche di interferenze ed imperfezioni che ne accrescono il calore ed il portato emotivo. Il suono dello strumento è costantemente attutito per lasciare spazio a ciò che accade, lasciando emergere i rumori meccanici e fisiologici che accompagnano l’esecuzione. Le sensazioni veicolate dalle composizioni creano una tavolozza sensoriale caleidoscopica che passa da fremiti insistenti e nervosi (“Chairs”, “Svaldbard Bears”) a minimali e malinconiche tessiture (“Fencing”, “Encampment”), da fragili e romantiche reveries (“Thought and Thinker”, “Gaze”) ad improvvise aperture ambientali (“Aurora”, “Aurora II”).

È un universo morbido e avvolgente dal quale lasciarsi sedurre godendo della mutevole delicatezza dei suoi toni.

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