william basinski “a shadow in time”

[2062 / Temporary Residence]

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Non è semplice scrivere a proposito delle (spesso dolenti) cattedrali sonore erette da William Basinski, il cui vasto portato emozionale tende a sfuggire a qualsivoglia resoconto verbale. L’impresa diviene ancor più ardua se le creazioni dell’artista americano nascono per essere profondo e sentito omaggio ad un artista iconico e imprescindibile quale David Bowie.

Un tributo che diventa dichiarata dedica nella prima delle due tracce (“For David Robert Jones”), sinuoso flusso generato da un breve loop, che nel suo iterarsi lentamente costruisce una malinconica stratificazione che improvvisamente accoglie una altrettanto ricorrente frequenza ruvida. Un incontro stridente capace di definire una poliedricità che una volta compresa diventa valore aggiunto.

Nettamente diverso è l’approccio e la materia modellata nella title track, cullante deriva dronica in costante espansione che proietta lo sguardo verso un cielo tra le cui stelle brilla intensa quella che ha accolto nel suo caldo abbraccio il Duca Bianco.

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