benjamin finger “ghost figures”

[oak editions]

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Presenze diafane ed informi che si muovono lievi attraverso nudi fondali evanescenti. Dopo aver percorso diverse strade all’insegna della sperimentazione più varia, culminata nell’incursione nel mondo delle pulsazioni perentorie di “10”, Benjamin Finger torna ad esplorare sentieri  all’insegna di rarefatte ambientazioni emozionali.

“Ghost figures” è una raccolta di essenziali e umbratili racconti pianistici densi di malinconico calore. Nate da una serie di solitarie sessioni  rielaborate successivamente in studio, le quattordici tracce che lo compongono costruiscono un percorso in bilico tra luci e ombre fatto di scarne e intimistiche melodie che a tratti trovano completamento in misurati contributi affidati al violoncello di Elling Finnanger Snøfugl (“Shadow Figures”, “Shred Of Evidence”, “Moment Arises”) o in flebili innesti di suoni concreti e riprese ambientali (“Strings Attached”, “Drop Effect”). La circolarità ed insistenza delle minimali trame costruite dall’artista norvegese conferiscono al flusso un’oscura spettralità che diventa l’elemento caratterizzante del disco.

È un viaggio sonoro intenso e viscerale quello proposto da Finger, una narrazione da assaporare in assenza di qualsivoglia sovrastruttura abbandonandosi appieno all’immediatezza e al senso di vaporosa libertà.

 

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