mahùt “your violin is still playing”

a2850157052_10.jpg

Placide e riverberanti stille luminose che danzano leggere definendo bozzetti all’insegna di una bellezza semplice ed immediata. Ripartendo dalla strada tracciata dall’Ep di debutto, il secondo capitolo breve firmato Mahùt vira verso una dimensione elettroacustica più sommessa che maggiormente si apre ai suoni di sintesi.

L’atmosfera tesa che permeava le elettriche trame post rock di “We never look up” si diluisce nel nuovo lavoro del duo campano formato da Mario Izzo e Giovanni Botta in trame contemplative dal tono sognante e rarefatto. Il suono della chitarra è sempre presente, ma solo a tratti emerge come impronta nitida e strutturante (“Your skin and mine”, “The last time we spoke”), lasciano sempre più spesso spazio ad armonici intrecci elettronici nei quali morbidamente fondersi (“Spring”, “The fall colours”). Si crea così un prezioso equilibrio tra le parti che rimane inalterato anche quando la melodia si apre verso dilatate e vaporose fughe (“The metamorphosis of plants “) o verso enfatici crescendo (“Daniela”).

Ha la delicatezza della luce discreta delle mezze stagioni “Your violin is still playing”, quel calore che è possibile rintracciare soltanto quando ogni eccesso si stempera e la visione diventa più nitida.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...