jacaszek “kwiaty”

[ghostly international]

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Luci languide ed ombre profonde si inseguono in un flusso scandito da flebili immagini che emergono lentamente e gradualmente dall’ombra profonda senza mai svelarsi totalmente. Si muovono all’insegna di una liquida alternanza le tessiture intrecciate da Michał Jacaszek nel suo nuovo lavoro ispirato da un’antologia di poesie inglesi del diciassettesimo secolo.

Profondamente colpito dalla lettura, il compositore polacco ha dato vita ad un evanescente microcosmo in cui si fondono frammenti acustici a modulazioni sintetiche generando l’ambiente sonoro ideale nel quale lasciare navigare vaporose e sciolte le eteree narrazioni vocali affidate a Hania Malarowska, Joasia Sobowiec-Jamioł e Natalia Grzebała. Hanno una vena malinconicamente serena i fondali disegnati da Jacaszek, sia quando sconfinano verso orizzonti resi più sognanti da fragili armonie chitarristiche che sfumano in concrete frequenze  elettroniche (“To Perenna”, “White Island”) , che quando virano verso atmosfere più granulose e spettrali (“Soft Music”, “To Meadows”).

Scorrono accompagnati da una costante e dominante sensazione di sospensione dalla realtà i cinquanta minuti di “KWIATY”, definendo paesaggi magici e misteriosi di fronte ai quali è impossibile chiudere gli occhi.

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