slowburner “before i return to dust”

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Fragili e sommesse melodie che fluiscono leggere a ricordarci quanto sia effimera e precaria la vita. È una riflessione sulla nostra caducità che muove Élvio Rodrigues, musicista che si cela dietro lo pseudonimo Slowburner, nel plasmare i quattro delicati bozzetti che compongono il suo ep d’esordio dall’emblematico titolo “Before I return to dust”.

Essenziali intrecci di malinconiche armonie pianistiche e placidi suoni ambientali costruiscono paesaggi emozionali immersi in una luce tenue, dolce capace di rendere nitide le sensazioni che animano il compositore portoghese. Il breve viaggio si apre con un momento di estatica quiete contemplativa impreziosito dai suoni della natura (“Start where you are with what you have), per virare poi verso frangenti di maggiore enfasi in cui le note dello strumento riverberano su un fondale venato d’inquietudine (“Time waits for no one”) o improvvisamente si rincorrono in un moto teso e impaziente (“Never too late to be someone else, somewhere else”) prima di diluirsi come riverberanti stille in un mare che vuol nascondere i propri confini.

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