SOME GIRLS ARE BIGGER THAN OTHERS (Breve Percorso Esplorativo Tra Le Giovani Leve Del Cantautorato Al Femminile)

a cura di L’attimo fuggente

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Rosie Caldecott – The Swell
Rosie ha una voce e uno stile che la differenzia e la allontana dalla maggior parte delle giovani cantautrici contemporanee. Le sue canzoni scorrono carsiche e delicate in un flusso di coscienza, e questo suo nuovo brano, che giunge a breve distanza dall’esordio dello scorso anno, ne è un’ulteriore esempio.Gran merito per lo splendido arrangiamento va al produttore Niko O’Brien che conferisce al brano solidità, pur mantenendolo dolcemente sognante ed etereo.

Fenne Lily – What’s Good
Il nome della cantautrice di Bristol è cominciato a circolare l’anno scorso con ‘Top To Toe’ e ‘Bud’. ‘Wha’s Good’ è il suo nuovo singolo, il primo del 2017, ed è costruito delicatamente intorno a dolci melodie di chitarra. La voce di Fenne Lily, dall’immenso potere emotivo, lentamente ma inesorabilmente si impossessa dell’ascoltatore.

Jade Cuttle – Ther River
Da quando abbiamo scoperto ‘The River’, il brano è stato in rotazione costante durante l’inverno: la voce di Jade è perfetta per tenere lontano il freddo e promette di diventare una compagna fedele e piena di accortezze per i mesi e gli anni a venire. Il folk non è mai stato così in salute.

Phoebe Bridgers – Smoke Signals
‘Killer’, l’e.p. di debutto di Phoebe Bridgers è stato prodotto e pubblicato da Ryan Adams. Ora, dopo un tour con Conor Oberst, arriva il primo brano del 2017, una ballata che ha la capacità di produrre la massima potenza emotiva con minimi spostamenti melodici. La Bridgers, con la sua voce unica e il suo songwriting intenso e diretto, ha la capacita di far sobbalzare i cuori al primo ascolto

Rosie Carney – Awake Me
Rosie Carney, 20 anni, ha trascorso quasi metà della sua vita a combattere con depressione e anoressia.
La musica è stata a lungo un luogo di conforto, un regno meditativo dove poter elaborare ciò che le stava accadendo. Una voce suadente e intrisa di sensibilità e una grande capacità di scrivere testi profondi e toccanti le hanno permesso di esorcizzare, almeno in parte, i suoi demoni e regalare perle come questa sua prima canzone del 2017.

A Lilac Decline – A Fine Day At Last
‘The Mountain Rages’ è l’esordio di A Lilac Decline, lo pseudonimo musicale di Cecilia Danell (e un anagramma del suo nome). Originaria della Svezia, ma residente in Irlanda da molto tempo, la Danell è un membro del collettivo Rusted Rail. Tra frammenti di registrazioni radio, filed recordings e strumenti acustici, si staglia la voce fragile ed evocativa di Cecilia e non è improbabile che un brivido corra lungo la schiena.

Vagabon – The Embers
La musica di Lætitia Tamko, in arte Vagabon, si basa sulle contrapposizioni. Scrive sia brani elettrici, con riff rock urticanti che ballate minimali intrise di dolcezza, e, spesso, accosta le sue due anime nella stessa canzone. ’The Embers’ sottolinea questa sua affascinante capacità sin dalla nota di apertura.

Caroline Lazar – Lullaby
Cresciuta alla periferia di Atlanta, l’amore di Caroline per la musica si è manifestato già a 4 anni.
Il suo EP di debutto, ‘Nevermine’, è una raccolta di quattro tracce da brividi lungo la schiena, nelle quali, alternando momenti di delicatezza a improvvisi impeti di rabbia, riesca a mostrare lampi di autentica bellezza, tra melodie meditabonde, suoni acustici e sparse impennate elettriche.

Jade Jackson – Motorcycle
Proveniente dalla piccola città di Santa Margarita nella California centrale, Jackson ha iniziato a suonare la chitarra e scrivere canzoni a 13 anni. Il brano che anticipa l’album d’esordio è una ballata western, accompagnata da un fingerpicking intricato e sublime che le conferisce unicità e grande personalità.

Julia Lucille – Darkening
L’interpretazione sobria e potente, la sua voce emotivamente sempre in movimento sono i punti di forza di Chthonic, l’album d’esordio di Julia Lucille, da Austin, Texas: una collezione di ballate dream folk, infuse di calore, vulnerabili fantasticherie belle e struggenti.

Karima Walker – St. Ignacio
Artista sperimentale da Tucson, in Arizona, Karima ha ripubblicato il suo esordio, in versione remixata e rimasterizzata pe rl’etichetta Orindal. In origine si trattava di un nastro autoprodotto. “San Ignacio”, composta da field recordings e una strumentazione delicatamente acustica dipinge un lunatico e bellissimo paesaggio sonoro, accompagnata dalla voce meditativa della Walker.

Midwife – Name
Madeline Johnston, già nota come Sister Grotto, apre il 2017 con un nuovo nome. A breve arriverà il suo primo album come “midWife”, ancora senza titolo. “Name”, il primo estratto è un brano incredibile, splendidamente fuori dal mondo. Su sparse note di chitarra si libra la voce filtrata di Madeline, come una Grouper con più senso della melodia.

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