dreissk “to nowhere”

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Paesaggi scorrono veloci riducendosi gradualmente ad intensi campi di colore dai contorni indefinibili, scorci fisici che divengono lentamente introiettati. Ha il sapore di una lenta e persistente disgregazione il viaggio verso l’ignoto tracciato da Kevin Patzelt nel suo terzo capitolo a firma dreissk.

Un percorso accidentato e tortuoso che si avvia lentamente aprendosi  ad un incedere cadenzato da accenti epici (“The eye can see”, “A long road”) per giungere verso vaporosi territori plumbei striati di vibrante elettricità (“Of approaching light”) prima di trovare una rinfrancante sosta di trame dilatate nelle quali risuonano placide stille melodiche dense di emozione (“Near the shore”).

La ripartenza conduce verso atmosfere oscure che lentamente dischiudono orizzonti apocalittici di frequenze ruvide in crescendo (“Way out”, “Anew”) e stagnanti modulazioni che generano tensione pronta a deflagrare (“Skyward”, “Arrival”) conducendo ad un un’ultima visione di desolante solitudine (“Find and lose again”).

Una cupa deriva verso un luogo privo di speranza.

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