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aim low “scratched out”

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Nessun appiglio, nessuna struttura. Si naviga liberi da vincoli in balia di un vento sonico all’insegna di prolungate, tese frequenze distorte. Le tre tracce che compongono “Scratched out” sono ciò che si è salvato di un disco che i quebechiani Aim Low avevano in cantiere e che non è mai giunto alla pubblicazione, residuo rimodulato capace di definire un percorso condiviso breve ma coeso.

È una oscura deriva attraverso nebulosi paesaggi in cui di rarefatto c’è solo la luce, una granitica e ruvida peregrinazione in assenza di pulsazioni ritmiche, accompagnata da profondi toni bassi che dilatandosi diventano il fondale sul quale l’errare delle chitarre e delle trasfigurate tracce vocali scorrono abrasive.

C’è una tensione persistente che non accenna a sfumare e che si riversa intatta capitolo dopo capitolo definendo un pathos crescente che non giunge mai a deflagrare pienamente.

Certamente avvolgente, questa coincisa immersione attraverso inquieti universi sotterranei giunge al termine lasciando addosso la sensazione di non aver saputo osare fino in fondo.

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