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james murray “floods returned”

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[slowcraft records]

Ripercorrere i propri passi per ritrovarsi in una sfera emozionale rinnovata, una percezione differente di paesaggi interiori rivissuti nel ricordo. È un filtrare il già precedentemente filtrato, un rivivere le sensazioni ponendosi da un’ottica differente, da un punto di vista ridefinito dall’ulteriore scorrere del tempo.

A partire da tale presupposto James Murray costruisce attraverso “Floods returned” un percorso che rimodula e condensa i suoi flussi più intimi catturati tra il 2012 e il 2014 nel trittico “Floods”, “The land bridge” e “Mount view”. Ogni traccia di questo nuovo lavoro ripropone un tassello estratto da uno di questi tre dischi, rivisto alla luce di una nuova dimensione che porta l’artista inglese a proporre un nuovo titolo per ciascuno di essi.

L’itinerario si snoda attraverso stratificate persistenze dense e nebbiose, distese sonore che gradualmente registrano una perdita di luminosità giungendo a sfiorare scorci di crepuscolare malinconia. Tutto riverbera evanescente ed impalpabile generando una visione immateriale che si spinge ad un livello più profondo, nel quale a dominare è il portato emotivo delle tessiture  in lieve e costante espansione.

Un vaporoso viaggio alla ricerca di una differente consapevolezza di sé.

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