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emanuele magni “piàn di resnèi”

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[galaverna]

 

Il fluire tranquillo di molteplici vite che si propaga in un ambiente confortevole privo della frenesia che informa i caotici scenari urbani. Non il racconto di un paesaggio incontaminato, bensì l’incastro tra una presenza antropica poco invadente che armoniosamente invade uno scenario naturale. Il luogo in cui tutto si svolge è il Pian dei Resinelli, altopiano prealpino in provincia di Lecco, a dirigere la scena è Emanuele Magni.

Lungo i quasi ventotto minuti della registrazione emerge frammentaria una sequenza di storie definite da voci e rumori connessi al moto dei suoi protagonisti, che si compenetra con gli echi di un paesaggio la cui impronta originaria permane evidente e funge da cassa di risonanza che amplifica il portato immaginifico suggerito da questo costante accadere. Nessuna manipolazione, nessuna aggiunta è necessaria. Il senso di delicato e prezioso equilibrio tra gli elementi in gioco è frutto di una virtuosa coesistenza di  fattori positivi quali una presenza limitata di persone e un periodo di transizione stagionale particolarmente affascinante.

Attraverso un’abile lavoro di ripresa e cesello, Magni riesce a plasmare un tracciato concreto denso di lirismo che nell’intersezione degli elementi trova un’efficace espansione narrativa di ciò che solo apparentemente ed erroneamente può essere definito un mero reperto documentario.

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