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giulio fagiolini “dietro a un vetro”

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Un fiume di emozioni che si susseguono senza sosta, disegnate attraverso melodie che giungono rapide ed indelebili. Una immediatezza disarmante accompagnata da una profondità non comune si sprigiona dalle tracce di “Dietro a un vetro”, breve disco che sancisce l’esordio di Giulio Fagiolini.

È un dialogo intimo e sognante quello che il giovane musicista instaura con il suo pianoforte delineando un flusso lieve e avvolgente che con delicatezza definisce un’oasi di sconfinata quiete nella quale lasciare liberi i propri pensieri tradotti in musica. Le tessiture declinate sulla tastiera dello strumento procedono all’insegna di una cristallina semplicità che si sprigiona netta e dirompente sia quando il tono è più giocoso e solare (“Libero nell’aria”) che quando tutto vira verso una dimensione più enfatica e crepuscolare (“Mentre nuoti”, “L’attesa”).

Un debutto lodevole che ci segnala un autore da seguire con attenzione, capace di farsi notare ed apprezzare in un mare di pubblicazioni di genere sempre più vasto e omologato.

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