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matteo uggeri “grandpa”

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Voci che arrivano dal passato lasciando riaffiorare una nuvola di ricordi che lentamente si espande generando una fluttuante dimensione in cui la memoria si sostituisce al presente. Ad originare questo placido viaggio in un tempo distante è il ritrovamento da parte di Matteo Uggeri di un vecchio nastro che raccoglie una sorta di intervista tentatagli da suo nonno paterno quando avevo poco più di due anni.

A partire dalle parole e dai rumori del nastro Uggeri costruisce una lunga e vaporosa traccia in cui immagini sfocate si sovrappongono sfumando l’una nella successiva navigando eteree in un fondale evanescente e lievemente granuloso. A strutturare questo flessuoso flusso ambientale concorre, oltre ai suoni ritrovati, soprattutto una sussurrata e crepitante armonia frutto di una breve improvvisazione chitarristica di Vincenzo Nava aka Dramavinile, i cui riverberi nostalgici vengono interpolati da frammenti melodici suonati dal musicista milanese su una tastiera Bontempi. Nella materia generata dalla fusione degli elementi, venata da una dolce malinconia, lentamente diluisce fino a smaterializzarsi la componente vocale che sancisce l’inizio del percorso, conducendo gradualmente verso una dimensione sempre più sospesa in un tempo indefinito e dilatato.

Continua così ad ampliare il suo ambito produttivo Matteo Uggeri, ribadendo ancora una volta la volontà di spingersi oltre qualsiasi margine stilistico per dare corpo ad un immaginario sempre più fervido ed inesauribile.

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