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Una Selezione TRISTE© #13

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a cura di TRISTE© – Indie Sunset in Rome

 

Il ritorno degli Alvvays era molto atteso. La aspettative si sono confermate.

 

 

Con missing out facciamo la scoperta di Rachel Brown e del suo progetto thanks for coming. Bedroom pop davvero interessante, di cui potete ascoltare un estratto nella bella “failed connection”

thanks for coming – failed connection

 

 

Sarah Tomberlin arriva dal Kentucky. E con l’aiuto di Owen Pallett ha da poco fatto uscire un disco splendido. Una scoperta TRISTE© che vi riempirà il cuore.

Tomberlin – You Are Here

 

 

Torna Jesse Woods e lo fa con la solità classe dal basso profilo. Un gran bel disco, da cui recuperiamo Buckle Bunny.

 

 

I Club Night sono band di Oakland e Hell Ya e il loro nuovo EP. Se ancora non li conoscete lasciatevi tentare dalla bella Rally e andate a recuperare anche gli altri pezzi.

 

 

Ad Agosto è uscito il nuovo album di Monk Parker. Attesissimo da noi di TRISTE©, il nuovo lavoro del cantautore statunitense è un altra gemma di “orchestral folk”, intensa come un pugno allo stomaco ma al tempo stenso calda e avvolgente. Perdetevi in Crown Of Love, e magari iniziate proprio dalla bellissima Gaudy Frame.

Monk Parker – Gaudy Frame

 

 

Alcuni criticano Adam Granduciel perché le sue sonorità risultano un po’ datate. Un po’ di verità c’è in questa critica, ma potrebbe valere per il 90% dei prodotti musicali. Granduciel comunque se ne frega, e continua a sfornare le sue ballad dal sapore 80s con ottimi risultati.

 

 

Torna Jen Cloher dopo un periodo un po’ difficile per lei dal punto di vista produttivo. La compagna di Courtney Barnett ha saputo riprendersi perfettamente, con un disco che mescola benissimo un rock di stampo più classico con un “mood slacker” più contemporaneo.

 

 

Gli Ayo River debuttano con White Dress. Un disco molto variegato da cui recuperiamo la vagamente malinconica White Dress, che riesce ad entrare dentro con il suo ritmo incalzante (ma con moderazione)

 

 

Chiudiamo con il singolo che anticipa il disco dell’anno. Come facciamo a dire che sia il disco dell’anno? Perchè mettere insieme Courtney Barnet e Kurt Vile è un’idea talmente semplice e splendida che siamo già felicissimi così. E Over Everything è tutto quello che volevamo da loro.

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